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Come si fa per...
IrfanView - Ridimensionare molte fotografie con un solo comando
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In questa sezione vengono raccolti suggerimenti, tecniche, trucchi dei generi più vari, ad uso degli utenti sia alle prime armi sia più avanzati: c'è sempre da imparare!
Invitiamo i lettori ad inviare il loro contributo, mandando una comunicazione in Redazione.
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NOTA BENE - IrfanView è un programma gratuito (freeware) che è possibile scaricare nella versione 3.61 andando nella sezione Download.
IrfanView viene aggiornato in continuazione; nel momento in cui scriviamo è giunto alla versione 3.80, mentre le descrizioni si riferiscono alla versione 3.61.
L'impianto dei comandi rimane invariato, ma ci sono alcune funzionalità aggiunte o perfezionate. Ad esempio, la versione 3.80 offre il preview dei file gestiti nella finestra di dialogo delle Figura 1. Tra le novità c'è anche la possibilità di visualizzare i comandi in versione italiana (pagina IrfanView languages) e numerosi plug-in nuovi.
E' possibile effettuare il download gratuito dell'ultima versione sempre alla sezione Download di ABC-Fotografia, oppure direttamente dal sito IrfanView; la versione italiana e i plug-in opzionali, sempre gratuiti, vanno comunque prelevati dal sito IrfanView. Le spiegazioni di questa pagina contengono le immagini sia della versione 3.61 inglese, sia della versione 3.80 italiana.
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Figura 1a - Versione inglese 3.61

Figura 1b - Versione italiana 3.80
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IrfanView è un programma tutto da scoprire, ricco di funzionalità talvolta formidabili; tra queste c'è il ridimensionamento automatico di un numero qualsiasi di file. Il procedimento può essere fatto in diversi modi; di seguito ne illustriamo uno tra i tanti possibili.

Innanzitutto è bene creare due cartelle di lavoro, specialmente fino a quando non si è imparato il procedimento. Nella prima cartella si copiano le foto da trattare, nella seconda i file risultanti. In tal modo non si rischia di compromettere gli originali.
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Il comando da usare è File Batch Conversion/Rename che può essere attivato direttamente da tastiera premendo il tasto B (Figura 1). Compare una finestra di dialogo abbastanza piena di comandi, di comprensione non immediata. Vediamo di capire come funziona. Nella Figura 2 sottostante abbiamo numerato le fasi del procedimento:

Figura 2a - Versione inglese 3.61

Figura 2b - Versione italiana 3.80
- Si crea la cartella di prova e vi si copiano le immagini da elaborare.
- I loro nomi compaio nel riquadro sottostante, dove è possibile selezionare i file da trattare. Tenendo premuto il tasto CTRL si possono fare selezioni parziali, come in figura.
- Agendo sul pulsante Add si trasferiscono tali file nel riquadro Input files più a sinistra. Se si vogliono elaborare tutti i file della certella di partenza, basta agire sul pulsante Add all.
- A questo punto bisogna specificare la cartella di destinazione dell'operazione, dove IrfanView andrà a scrivere i file ridimensionati. Dato che con questa operazione il programma registra le immagini ridimensionate conservando i nomi originali, consigliamo caldamente di indicare una cartella diversa da quella di partenza. Questo è il motivo per cui all'inizio abbiamo detto di creare due cartelle di lavoro per questo procedimento: la prima serve per riversare una copia dei file originali da rimpicciolire, la seconda per accogliere le foto rimpicciolite. Procedendo in questo modo si può facilmente ripetere il tutto, senza tema di perdere irrimediabilmente dei dati.
- Siamo giunti ad un altro passo molto importante, quello di indicare al programma che cosa fare coi file di partenza. A questo scopo si agisce sul pulsante Advanced Options, che fa comparire la finestra di dialogo sottostante (Figura 3):

Figura 3a - Versione inglese 3.61

Figura 3b - Versione italiana 3.80
Qui si devono impostare i parametri di esecuzione della procedura di ridimensionamento, che sono gli stessi per tutti i file selezionati.
La parte che ci interessa è intitolata Resize, nella zona Set new size; supponendo che la nuova larghezza di tutte le immagini debba essere 400 pixel, scriviamo quel valore nel campo Width. Non bisogna dimenticare di mettere il segno di spunta nelle caselle Preserve aspect ratio e Use Resample function; la prima serve per conservare le proporzioni, la seconda per avere una buona qualità nelle immagini rimpicciolite.
- Gli algoritmi che rimpiccioliscono un'immagine provocano un deterioramento della nitidezza. Per avere un'immagine rimpicciolita che per nitidezza sia simile all'originale bisogna mettere il segno di spunta in Sharpen, introducendo poi un valore numerico appropriato nel campo alla sua destra. I valori ottimali sono all'incirca nella zona 10-30; se il numero è basso c'è poca nitidezza, se è elevato si ottengono alterazioni sgradevoli ben visibili. Quindi bisogna fare alcune prove per verificare quale sia il valore ritenuto più soddisfacente.
- Confermiamo le impostazioni col pulsante OK, tornando alla finestra precedente. A questo punto siamo pronti per effettuare il ridimensionamento automatico su tutte le immagini selezionate, agendo sul pulsante Start.
Coi valori che abbiamo utilizzato, tutte immagini verranno larghe 400 pixel. Evidentemente le immagini che si sviluppano in verticale avranno un'altezza maggiore della larghezza; se invece desideriamo che le immagini verticali abbiano un'altezza massima di 400 pixel, allora non abbiamo altra scelta che selezionarle per conto loro, mettendo 400 nel campo Height anziché Width. In altre parole, dobbiamo ripetere il procedimento due volte, selezionando prima le sole immagini orizzontali poi quelle verticali, imponendo per le prime la larghezza massima e per le sconde l'altezza massima.

Un'alternativa ci sarebbe e consiste nell'agire sulla zona Percentage of original anziché Set new size. La percentuale di rimpicciolimento dipende dalle dimensioni del file originale; nell'esempio che abbiamo fatto si partiva da un fotogramma di dimensioni 2272x1704 punti. Mettendo come percentuale di riduzione il valore 17, si ottiene una dimensione massima pari a 386 pixel, per le immagini orizzontali come per le verticali. Agendo in questo modo di fa un unico trattamento per i due orientamenti di immagini, ma non si ottiene il valore esatto dei pixel finali, se non in casi particolari.

Un esame dei parametri presenti nella Figura 3 fa intuire la grande potenza di questo programma. Infatti si può intervenire in svariati modi, di cui quello descritto è una piccola parte soltanto. Ecco qualche breve indicazione sull'uso delle diverse possibilità:
- Crop: ritaglia un rettangolo alle coordinate X-Y con larghezza e altezza prestabilite;
- Change color depth: modifica il numero dei colori finali;
- Horizontal flip: immagine speculare orizzontalmente;
- Vertical flip: immagine speculare verticalmente;
- Rotate left: rotazione di 90 gradi verso destra;
- Rotate right: rotazione di 90 gradi verso sinistra;
- Convert to grayscale: conversione in bianco e nero;
- Negative: conversione in negativo;
- Brightness: modifica della luminosità;
- Contrast: modifica del contrasto;
- Gamma correction: modifica del valore gamma;
- Overwrite existing files: i nuovi file prendono il posto di quelli di esistenti;
- Delete original files after conversion: cancellazione dei file originali al termine della conversione;
- Create subdirectories in destination folder: creare sottocartelle nelle cartella di destinazione;
- Set X-DPI / Set Y-DPI: impostare valori di DPI (punti per pollice, ossia la qualità di stampa) per i file convertiti.
Da notare che gran parte di queste impostazioni possono convivere le une con le altre, con un numero di possibilità altissimo: non resta che avere ben chiare le esigenze del momento e definirle in questa finestra di dialogo.

Come si vede, IrfanView è potentissimo; in quanto tale, non può essere anche semplicissimo da usare: bisogna fare alcune prove, ma i risultati sono entusiasmanti!
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