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Erano già alcuni giorni che l'avevo notato lungo una strada di campi coltivati: un rettangolo di cardi fioriti che si innalzava come un pugno in un occhio in un paesaggio di bassa vegetazione. Un vero spettacolo: piante fitte, alte anche 3 metri con inflorescenze grandi come il palmo di una mano che andavano dal bianco candido al viola cupo: una tentazione irresistibile.

Quel tardo pomeriggio, finito di lavorare, ci sono andato con la mia attrezzatura (molto semplice a dire la verità): una Olympus c2100 Ultrazoom, un cavalletto, una lente addizionale macro +10 diottrie.

Dopo qualche scatto all'intero contesto ho cominciato a fotografare alcuni dei numerosi insetti che, incessantemente si posavano sui fiori,... ma , a dire il vero, i risultati mi sono subito apparsi molto deludenti. Dal monitor della mia digitale notavo che api, calabroni e farfalle non riuscivano a staccarsi a sufficienza dallo sfondo che era molto articolato e ricco di chiaroscuri. Come fare a rimediare?

Ho notato allora un fiore isolato, ai margini del campo: ho piazzato il cavalletto in modo che l'obiettivo risultasse leggermente più basso del fiore ed ho puntato verso l'alto a 40/50 cm dai petali filiformi per evitare di incombere sull'eventuale insetto e ridurre al minimo la distorsione ottica.

Le impostazioni di partenza erano: Iso 100; apertura f 8 per avere una sufficiente profondità di campo (nelle foto ravvicinate è spesso un elemento critico); lunghezza focale 200mm in modalità macro; esposizione in modalità spot per evitare che il chiarore del cielo verso cui era puntato l'obiettivo mi oscurasse il soggetto inquadrato; messa a fuoco manuale dato che, con la macchina fissata sul cavalletto, potevo calcolarla con estrema precisione.

Per il tempo dell'otturatore ho dovuto procedere per tentativi: tempi inferiori a 1/320 annullavano la consistenza delle ali di api e calabroni: le rendevano praticamente del tutto trasparenti. Ho impostato allora a 1/800 di sec. il valore più rapido che ho a disposizione sulla mia macchina. Infine ho selezionato lo scatto a raffica: ogni volta che un insetto si posava facevo una serie di 3/4 scatti e altri 3/4 quando ripartiva.

A casa ho poi accuratamente scelto lo scatto che ritenevo più significativo e dopo aver calibrato taglio, contrasto, luminosità e saturazione con un programma di fotoritocco.... L'ho sottoposta al giudizio degli altri utenti del sito.

Soddisfatto dunque? Non completamente: l'insetto è di spalle (anche se, a dire il vero, questo particolare non è immediatamente leggibile) e inoltre mi è rimasto il dubbio che una diversa lettura dell'esposizione (es. media ponderata) abbinata ad un leggero colpo di flash di schiarita e ad un tempo d'esposizione sufficientemente lungo, mi avrebbe consentito colori più saturi e dettagli meglio definiti, con un risultato finale, temo, ancor più suggestivo....
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