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Test di sistemi di calibrazione ColorVision PrintFix Pro Suite L'esemplare per il test è stato fornito da Aproma Recensione di Fernando Carello
Il primo profilo generato per il sistema di stampa in prova, basato sul target ad alta qualità da 729 caselle, è risultato ragionevole, ma un po' troppo scuro e poco vivace; con in più una certa tendenza a tagliare le alteluci, quando confrontato con l'eccellente profilo standard di HP: che nonostante sia stato calcolato per la carta HP Premium Plus Photo Glossy, va molto bene sulla carta Ilford in prova (le due carte sono, messe accanto, praticamente indistinguibili se non fosse per il rivestimento posteriore). Tramite una serie di correzioni e stampe di prova, siamo giunti a regolazioni più adatte allo scopo:
![]() Regolazioni ottimali profilo nel nostro caso
La stampa di test ottenuta con queste regolazioni è molto fedele a quanto mostrato a schermo, nonché in grado di reggere il confronto con quella basata sul profilo ottimale fornito da HP. Andiamo a vedere come è stato costruito il profilo, con l'aiuto di ColorThink della Chromix.
![]() Struttura del profilo generato
Andando a vedere le curve di correzione, si può notare il lavoro fatto da PrintFix Pro per bilanciare i tre canali; notare in particolare come la curva del Blu si discosta dalle altre due, per effetto della correzione sul Giallo che abbiamo impostato durante la costruzione del profilo:
![]() Curve di correzione del profilo
Studiamo più in dettaglio il profilo che abbiamo costruito con l'aiuto dell'ottimo software di analisi GamutVision di Norman Koren. Anzitutto mettiamoci in una condizione di test ottimale per il tipo di periferica in esame: immagine nello spazio colore AdobeRGB, rendering intent Colorimetrico Relativo. Ecco come appare il gamut (gamma cromatica riproducibile) della periferica quando usiamo il profilo originale HP:
![]() Gamut sintetico profilo HP
Tuttavia i valori in basso ("Area Ideal / Area Measured") ci dicono che il rapporto tra la saturazione ideale e quella reale non è molto regolare: l'area cromatica calcolata dal profilo per L = 0.5, anziché aumentare sensibilmente rispetto al valore L=0.3 come AdobeRGB imporrebbe, rimane costante (anzi, diminuisce un pochino). In compenso il comportamento nelle ombre (L=0.1) e nelle alteluci (L=0.9) è eccellente, con una notevole separazione cromatica e una "chiusura" molto morbida. Per contro, ecco come si comporta il nostro profilo PrintFix Pro:
![]() Gamut sintetico profilo PrintFix Pro
Tuttavia, la saturazione correttamente aumenta da L=0.3 a L=0.5, raggiungendo un risultato assoluto particolarmente ragguardevole. Potremmo definirlo un comportamento più brusco: "spara" di più sui valori massimi e permette una vivacità assai pronunciata per immagini cromaticamente molto ricche, ma pecca di scarsa sottigliezza nei passaggi più delicati e tende a mortificare un po' i colori nelle ombre. Per completezza riportiamo anche il comportamento del profilo PrintFix Pro ottenuto al primo tentativo, senza apportare alcuna correzione:
![]() Gamut sintetico profilo PrintFix Pro iniziale
Spostiamoci ora su una configurazione più "fotografica": immagine originale in ProPhotoRGB e rendering Percettivo. Il ProPhotoRGB è uno spazio molto ampio, adatto per fotografie con gamma cromatica assai estesa tipiche delle reflex digitali moderne, nonché delle scansioni di qualità da diapositive quali la Fuji Velvia. Una fotografia cromaticamente ricca memorizzata in ProPhotoRGB è decisamente proibitiva per qualsiasi stampante; tuttavia la risposta nei Gialli, negli Aranci e nei Rossi di alcune inkjet di ultima generazione sconfina un po' da AdobeRGB, tendenza sicuramente in accentuazione con l'evoluzione della tecnologia: motivo per cui sempre più spesso si fa ricorso a questi spazi colore di grande ampiezza. Ecco come si comporta il profilo originale HP in questa situazione:
![]() Gamut sintetico profilo HP
In compenso, si nota il solito ottimo comportamento alle alteluci, e una generale regolarità e progressività di risposta nei toni intermedi. Un profilo evidentemente ottimizzato per spazio AdobeRGB e intent Percettivo, che mostra la corda quando spinto su ampiezze cromatiche eccessive. Cosa fa il nostro nuovo profilo in queste condizioni?
![]() Gamut sintetico profilo PrintFix Pro
Il profilo generato da PrintFix Pro (dopo un po' di aggiustamenti) appare quindi più versatile al variare dello spazio colore di origine rispetto a quello fornito dal costruttore; raggiunge inoltre saturazioni superiori. Il prezzo da pagare è un comportamento meno progressivo e omogeneo nelle ombre e nelle alteluci, nonché (questo non si evince dai test, ma si intuisce dalle stampe di prova) una neutralizzazione dei grigi meno efficace. Fin qui l'analisi condotta sul profilo senza passare per l'analisi numerica delle stampe; ora passiamo alle forche caudine di Imatest (www.imatest.com)… in particolare useremo il modulo di analisi "Print Test", basandoci su immagini in AdobeRGB con rendering Colorimetrico Relativo. Le immagini stampate sono state riacquisite con uno scanner Epson Photo Perfection pilotato tramite il software Vuescan; lo scanner è stato profilato tramite apposito target IT8, spazio colore di uscita WideGamutRGB. In questo caso abbiamo voluto aggiungere al confronto il profilo fornito da Ilford per l'accoppiata stampante/carta in uso; il profilo è scaricabile dal sito web Ilford. La prima misurazione è un'analisi della saturazione massima di uscita in stampa (gamut per saturazione massima), al variare della luminosità (gamut dalle ombre alle alteluci). Bisogna tener conto che la scansione comporta sempre una compressione della gamma cromatica e una perdita di gamma dinamica (in particolare una perdita di densità dei neri); limitazioni che comunque colpiscono i tre profili nello stesso modo. Stampa tramite profilo Ilford:
![]() Gamut in stampa profilo HP
![]() Gamut in stampa profilo HP
![]() Gamut in stampa profilo PrintFix Pro
Sul target stampato e scansionato, il profilo PrintFix Pro mostra un visibile vantaggio in termini di gamut rispetto al profilo HP: la gamma cromatica è più ampia per tutti i valori di Luminosità (raggiungendo un +20% di area gamut per L=0.5), inoltre c'è una "plafonatura" assai minore tra L=0.3 e L=0.5. La seconda misurazione riguarda la densità di stampa, che comprende la misura della famosa "DMax"; peraltro nelle presenti condizioni di test i valori qui riportati non danno, in effetti, la vera DMax assoluta raggiungibile da questa accoppiata stampante / carta. Sono però utili per il confronto diretto fra i tre profili. Profilo Ilford:
![]() Densità in stampa profilo Ilford
Vediamo come si comporta il profilo HP:
![]() Densità in stampa profilo HP
Ecco il risultato per il profilo PrintFix Pro:
![]() Densità in stampa profilo PrintFix Pro
Siete stanchi di tutti questi grafici e numeri? Bene, perché è ora di guardare qualche stampa! Va tenuto presente che le stampe qui riprodotte (sono immagini di test Colorvision) sono passate attraverso uno scanner piano che, per quanto sia calibrato, ha inevitabilmente introdotto qualche sua distorsione (sicuramente una compressione del gamut e una diminuzione della gamma dinamica). Confronto su immagine di prova fornita da Colorvision:
![]() Stampa ottenuta con profilo HP
![]() Stampa ottenuta con profilo generato da PrintFix Pro
Si può notare una maggiore neutralità dei bianchi e dei grigi nella stampa ottenuta con il profilo HP, nonché una maggiore apertura dei mezzitoni e dei trequarti, mentre il profilo PrintFix ha ombre più leggibili; il profilo HP ha inoltre fornito incarnati più ricchi in Giallo, mentre il profilo PrintFix ha accentuato maggiormente il Rosso. L'immagine a monitor si presenta grosso modo a metà strada tra le due (per quanto calibrati, un monitor e una stampante non potranno mai, per via della profonda differenza tecnica, risultati identici); entro certi limiti quindi è anche una questione di gusto personale, e comunque agendo sui controlli prima della creazione del profilo, si può "sintonizzare meglio" la risposta in stampa. Un'altra coppia di stampe da confrontare:
![]() Stampa ottenuta con profilo HP
![]() Stampa ottenuta con profilo PrintFix Pro
Troviamo nuovamente una maggiore luminosità di mezzitoni e luci con il profilo HP, e una maggiore apertura delle ombre (purtroppo assai compressa dalla scansione) con il profilo PrintFix, che peraltro restituisce anche in modo leggermente più corretto il verde della parte inferiore dei vagoni e la piccola parte di marciapiede grigio dietro il treno; anche il blu delle porte è più naturale, meno "elettrico". In compenso il giallo del profilo HP è più puro, meno aranciato.
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03.04.2006 |