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Archivio del forum "Fotografie dei lettori"

Dicembre 2004 Leggi il commento a questo archivio
Reportage

Le più belle secondo i Lettori
Segnalate dalla Redazione

3886 - Sari






30

One dollar


134

Commento della Redazione:
Situazione emblematica, raccolta molto bene al volo, con un notevole senso istintivo della composizione. La situazione risulta chiarissima e non avrebbe bisogno di alcun commento.
Chi scatta è all'interno di un'automobile, sul sedile posteriore; il vetro è tirato giù a metà ed il ragazzo appende le mani quasi per impedire che il turista lo chiuda.
Gli occhi costituiscono il fulcro della situazione, con la loro espressione che è un misto di supplica, di severità e di indagine; il contegno è molto dignitoso e scava dentro a chiunque guardi questa immagine.
La collocazione degli occhi al centro del fotogramma scivola via con naturalezza; l'ambiente protetto dell'automobile è separato dal caos del traffico esterno proprio dal varco del cristallo tirato giù a metà, sottile diaframma tra due mondi tanto diversi per cultura e benessere. Riusciremo mai a comunicare qualcosa di diverso dall'elemosina?
Forse mi sarebbe piaciuta di più in bianco e nero. Comunque è bella davvero, anche per equilibrio perfetto delle varie parti.

Testo inviato dall'Autore:
Foto scattata da un taxi di bombay a fine ottobre 2004


3495 - Imagination






22

SPACCATO SOCIALE - BOLOGNA


76

Commento della Redazione:
Parto dal titolo, che non capisco fino in fondo; mi sta bene lo "Spaccato sociale", ma non vedo la necessità o l'opportunità di mettere "Bologna".
Questa fotografia è fresca e comunicativa. Il gesto del protagonista, probabilmente nato da una protesta per l'essere fotografato, in realtà anima l'immagine e si presta a diverse interpretazioni, se la si guarda con occhio libero: "Cerca di farmi venire bene!" oppure "Devi leggere di più, ragazzo!". In altre parole, è uno di quei casi in cui ciascuno può costruirci sopra le proprie sensazioni. Dopo aver letto il titolo, potrebbe essere "Non mi posso permettere tutto"...
L'autore ha colto al volo una situazione forte di disagio sociale e/o di turbamento mentale; il soggetto, a quanto pare, vive su quella panchina, da barbone di città. Borsine, scatole, libri e altre cianfrusaglie sono sparsi sopra, sotto e attorno alla dimora pubblica. Le sue ridottissime dimensioni contrastano con l'invadenza corporale dell'occupante, che a stento trova spazio tra tanta confusione materiale, specchio del disagio interiore.
Il B&N è bello; la rinuncia ai bianchi eccessivi del primo piano è stata opportuna, per restituire i particolari interni della libreria. Disturba un po' la pendenza verso destra, indotta probabilmente dalla fretta di scattare, con l'occhio che d'istinto ha traguardato sul bordo destro della vetrina.
In Italia Feltrinelli è sinonimo di libreria; uno straniero che non lo sappia, probabilmente entrerebbe in sintonia con ritardo, solo dopo avere decifrato la merce esposta. Ciò toglie un po' di universalità, ma non inficia la forza di questo reportage.

Testo inviato dall'Autore:



3322 - Giampaolo






27

Storia di un tuffo con ascensione


111

3892 - Sari






27

Pause


111


Commento della Redazione:
Sono sincero: questa immagine di Giampaolo non mi entusiasma.
Il motivo? Non mi trasmette granché, neppure se cerco di farmi convincere o suggestionare dal titolo: l'ascensione la percepisco solo dopo aver letto il titolo e, in ogni caso, mi pare una forzatura senza sbocchi. Ora, dato che il montaggio non mi suggerisce nulla di particolare, cerco di interpretare in qualche modo quello che vedo. Si tratta di una sequenza di cinque immagini, montate come se fosse un filmato, dove manca l'entrata finale in acqua. L'estrema schematizzazione degli elementi in gioco e il controluce rendono gradevoli il movimento "cerebrale" risultante, ma nulla più; la vedo come una stranezza fine a se stessa.
"Stranezza" perché c'è qualcosa che, istintivamente, fa sì che i conti non tornino; sto parlando di sensazioni, di dubbi istintivi, di mancata convinzione.... Può darsi che io sia più portato alla razionalità che alla libera interpretazione; dato che questa, che cerco sempre di mandare avanti per prima, non mi porta a nulla, debbo cercare altrove una spiegazione al senso di instabilità, di incompiutezza, di spaesamento che sento.
D'istinto non provo niente; l'istinto stesso mi dice che qualcosa non và. Che non si tratti di una sequenza reale, nel vero senso della parola, mi pare evidente; è un accostamento di immagini scattate in tempi diversi e poi accostate ad arte? Può essere, ma non basta per placare il disagio. Insomma, bisogna proprio che mi metta giù d'impegno!
Allora, che cos'è che mi disturba? Gli elementi in gioco non sono tanti: il tuffatore, l'osservatore a lui vicino, quelli che sono in acqua; poi gli elementi del trampolino e l'orizzonte. La prima sensazione è che il fotografo abbia cambiato la posizione di scatto. Confronto i primi due fotogrammi; a parte l'alzata differente, sono scattati dalla medesima posizione. Resta qualcosa di anomalo, che individuo nell'inversione temporale: la prima immagine dovrebbe venire dopo la seconda! Nella seconda il tuffatore è in piedi sul palo, in procinto di tuffarsi; poi si mette in posizione raccolta, chiuso ad uovo, per prendere lo slancio necessario all'elevazione. Quindi la prima immagine dovrebbe venire dopo la seconda. L'osservatore lì vicino conferma questa impressione, perché si avvicina maggiormente al parapetto quando il tuffatore sta per lanciarsi, per vedere come andrà a finire.
Magari non è vero nulla di quello che ho dedotto, ma almeno la ragione si dà un po' di pace. Che dura ben poco! Perché nella terza non solo l'osservatore è sparito (particolare accettabile, visto che si tratta dell'unione a posteriori di diversi scatti effettuati in tempi differenti), ma c'è qualcos'altro che disturba maledettamente... Ecco, ci sono: l'orizzonte ora è inclinato rispetto al palo e al trampolino, mentre prima era, giustamente, perpendicolare!
Ora, non posso pensare che (Holga o non Holga) ci sia una macchina fotografica in grado di inclinare solo l'orizzonte, lasciando il resto al proprio posto! Quindi ne deduco che la terza immagine potrebbe essere stata manipolata in fase di editing; questo spiegherebbe gli artefatti e gli sdoppiamenti d'immagine nella zona palo-piattaforma. Comunque non mi scandalizzo più di tanto, assertore come sono dello sfruttamento delle possibilità aperte dalle tecnologie digitali.
Ma non basta. Nella seconda immagine pare abbastanza certo che il tuffatore indossasse un paio di pantaloni che arrivavano quasi al ginocchio, di gamba notevolmente larga; nelle altre immagini i pantaloni non si vedono più; tuttavia potrebbe essere un gioco di luci, posizioni e angolazioni. Guardando meglio, non sono neanche certo che l'osservatore della prima foto sia lo stesso della seconda. Pazienza... ma questo spettatore nella terza immagine non c'è più! E' la dimostrazione definitiva che si tratta di immagini scattate in tempi successivi, dove non tutti gli elementi coincidono (del resto, ammesso che sia Holga, non sarebbe stato possibile scattare a 5 fotogrammi al secondo). Poco male, per questo. Di importante, resta solo la faccenda dell'orizzonte. In basso del tutto pare infine di notare, verso il centro, una piccolissima porzione di un nuotatore in acqua.
Siamo alla quarta immagine. Qui sembra che il fotografo si trovasse in posizione più elevata; è cambiata la prospettiva del piano della piattaforma, è sparito il cartello chiaro in verticale (se cartello è), è saltato fuori quello che pare un altro palo o un secchio. Non torna il particolare della schiena illuminata. L'orizzonte si trova in una posizione attendibile, visto che il fotografo era più in alto.
Passiamo all'ultimo fotogramma. L'incrocio dell'orizzonte col palo è compatibile con le prime tre immagini. La posizione dei nuotatori, che paiono più al largo, confermerebbe la posizione bassa del fotografo, con una prospettiva più schiacciata sul mare; il nuotatore di destra sopravanza l'altro e gli è più distante, a conferma della tesi di scatti successivi. Anche in questa immagine l'orizzonte fa scherzi strani, incurvandosi verso l'alto nella parte sinistra.
Lungi da me l'idea di fare il geometra, il ragioniere o il cercatore di peli nell'uovo. Ho semplicemente individuato, razionalmente, quali erano gli elementi che a livello inconscio mi davano fastidio.
Se poi torno all'idea suggerita del titolo, mi pare che si sarebbe potuta costruire anche una sequenza diversa, come questa che propongo. Come titolo metterei "Storia di un pentimento": il tuffatore pensa di buttarsi, ma pare pentirsi e tornare mentalmente indietro con la moviola, per ritrovarsi titubante in cima al palo di partenza. Quella che propongo è, chiaramente, una provocazione; ma mi pare non più provocante di quella di Giampaolo, anche se meno scenografica o meno filante come filmato.
Mi fermo qui, anche se ho già rimediato tante di quelle sberle da Giampaolo, da desiderare di non incontrarlo prima che siano passati alcuni mesi....

Testo inviato dall'Autore:
Trasimeno agosto 2004


Commento della Redazione:
Questa immagine di Sari è di buon impatto. Non si può dire che si tratti di un'idea nuova, ma è realizzata veramente bene. Rammento che in questa sede non mi formalizzo mai su una grana eccessiva o una esposizione che pare imperfetta; le dimensioni ridotte e i trattamenti subiti consigliano di sorvolare.
Ovviamente una fotografia come questa non può trasmettere grandi emozioni, se non mettendosi nei panni del tizio che finalmente riesce a svuotare la vescica dopo avere desiderato tanto di farlo! In realtà è un grafismo ben riuscito, giocato su tanti elementi concorrenti: la doppia fila delle tazze (che mostrano la posizione asimmetrica del fotografo, che da buon curiosone o rompiscatole si era avvicinato troppo al protagonista), i due filetti neri nel rivestimento delle pareti, le doppia fila di plafoniere più fitte con interposta quella centrale più diradata, la disposizione a spina di pesce delle piastrelle sul pavimento. La scena è dominata dalla figura in nero profondo, persona scrupolosa che cerca di non farla fuori....
La massa nera della borsa a terra disturba un pochino; tuttavia capisco che Sari non se la sia sentita di andare a spostarla prima di scattare. L'occhio si fa ingannare dal "peso" di tutto quel nero a sinistra, tanto da immaginare, sbagliando, che la foto sia un po' storta.
La fisionomia del protagonista mi è quasi familiare e sarei portato ad identificarlo con un assiduo frequentatore di questi forum; tuttavia non lo so immaginare in completo nero di giacca e cravatta e penso che non lo metterebbe neppure per la Photokina.
Scherzi a parte, è una buona immagine di reportage, che richiede colpo d'occhio e velocità esecutiva. Il B&N qui regna sovrano.

Testo inviato dall'Autore:
Foto scattatta con d-70 in uno dei bagni della fiera fotokina 2004


3509 - fede4






23

Preghiamo


88

Commento della Redazione:
Le scene di strada riprese dall'alto mi sono sempre piaciute; si potrebbe disquisire a lungo su questa predilezione, o comunque sui motivi che rendono diverse queste immagini. Osservare i nostri simili e quindi noi stessi con distacco, isolare meglio i soggetti, fotografare senza essere visti cogliendo atteggiamenti più genuini; ecco qualche giustificazione.
Per questa immagine vale l'osservazione fatta sul prete di Fernando, qui a fianco; anche le suore hanno attratto frotte di fotografi. La schematizzazione delle loro vesti costituisce già un invito allo scatto; l'uso del B&N aiuta a semplificare ulteriormente, oltre che ad idealizzare certi atteggiamenti, come il muoversi in gruppo e in sincronia. Il nero o il bianco hanno inoltre delle valenze particolari, con collegamenti al lutto e alla purezza. Insomma, ci sono parecchi aspetti da esaminare quando ci accingiamo a scattare od osservare una fotografia che ritrae preti e suore.
In questo caso ad avere la prevalenza sono le mani giunte in preghiera. L'assenza pressoché totale dei volti costituisce un pregio, perché non distrae l'attenzione, che resta legata alla disposizione in diagonale, al passo cadenzato, al silenzio e alla devozione religiosa che emana da questa scena. Alcuni di questi aspetti sono palesi, altri magari vengono suggeriti per analogia con altre scene viste e vissute in prima persona.
La resa tonale non è delle migliori; il grigio dell'asfalto è troppo scuro e tende ad incupire eccessivamente l'effetto complessivo. Gli aloni molto scuri attorno alle figure nerissime appesantiscono ulteriormente. Forse uno schiarimento generale avrebbe giovato; con tutta probabilità, oltre a migliorare le figure e la sensazione generale, avrebbe posto in maggior risalto le tracce di pneumatici in alto, che paiono voler guidare il cammino delle suore: una piccola distrazione che non turba l'armonia dell'insieme. Partendo da una pellicola, ci sarebbero voluti numerosi interventi correttivi in fase di stampa, con mascherature multiple e ricerca del contrasto ottimale. Analogamente, con questo scatto digitale, una cura altrettanto minuziosa in post-produzione avrebbe condotto a risultati senz'altro migliori.
La forza di questa immagine sarebbe stata maggiore con una disposizione più regolare delle figure; ma qui il fotografo non ha colpe. Non sempre la fortuna aiuta fino in fondo.

Testo inviato dall'Autore:
-


4343 - Fernando9






25

Senza titolo


96

Commento della Redazione:
Molto bella questa! Forse, per i miei gusti, la migliore del gruppo.
Scena da neorealismo italiano, ovviamente, dove il B&N ci va a nozze. L'inquadratura è perfetta e quelli che sembrano elementi di disturbo, in realtà non disturbano affatto e servono solo per ambientare alla perfezione questa scena.
Avete mai notato? La presenza di preti o suore caratterizza notevolmente molte foto, conferendo una forza maggiore a gran parte delle immagini in cui compaiono. Qui a fianco c'è un altro valido esempio, scattato da Fede. Chissà da che cosa dipende.
Lo sforzo del protagonista è ben visibile, dalle spalle incurvate, dalla testa china e dalla ruota anteriore che tocca i gradini: non ce la fa a sostenerla bene, fino in fondo! Il borsone aumenta lo sforzo e complica l'equilibrio. Forse sta pregando di farcela...
Come pare di vedere, neppure un negativo 6x6 ben trattato riesce ad evitare grana, bianchi bruciatini e neri tappatini; non vuole assolutamente essere una critica al buon Fernando, vero maestro di perfezione, ma una constatazione consolatoria fatta da un imminente digital-reflex-fotografo!

Testo inviato dall'Autore:
Scattata a Roma la scorsa settimana. PentaconSix 6x6, obiettivo Vega 120/2.8 (equiv. 70mm), esposizione a mano libera 1/60s f/5.6, negativo TMax 400 sviluppato a sensibilità nominale in TMax. Postprocessing: rifilatura bordi, curva di contrasto ad S, sharpen.
















Commento della Redazione:
Ci sono numerose belle immagini in questa archiviazione, nelle varie categorie, tanto da mettermi in difficoltà nella segnalazione di fotografie che mi sono piaciute particolarmente.
Qui ho scelto di mettere la bella immagine di -, tutta impostata su tonalità molto scure. Il busto del soggetto emerge con una scolpitura decisa, quasi violenta; il berretto, alcuni sprazzi di luce fioca sul pavimento, pochi elementi dell'arredamento: sono veramente ridotte le componenti che si aggiungono alla figura. Tuttavia bastano ad ambientarla in un locale pubblico, dove si ritrova appartato, da solo, in compagnia dei propri pensieri.
Poi ciascuno ci vedrà quello che preferisce. A me pare un momento di pace e riflessione, con gli occhi che si perdono nel bicchiere o nel piatto della consumazione. Potrebbe anche essere che stesse leggendo (pare che abbia un giornale sottobraccio) o facendo di conto; ma che importanza ha? L'uomo vive i suoi attimi di isolamento dal mondo e noi ci sentiamo con lui e come lui, soli tra gli altri, contenti di avere ritrovato la pace di un momento che pare dilatarsi all'infinito in questa semioscurità silenziosa.

Testo inviato dall'Autore:
-


3886 - Sari






30

One dollar


134

3892 - Sari






27

Pause


111

3322 - Giampaolo






27

Storia di un tuffo con ascensione


111

4343 - Fernando9






25

Senza titolo


96


4208 - TheArtOfMine






23

la sottile linea rossa


92

3826 - nico1951






22

In Classe


90

3509 - fede4






23

Preghiamo


88

3463 - Angelblue71






21

Un privato dolore pubblico


84


4000 - barnabo






21

preghiera


83

3486 - Grandepino






22

Pendolari


82

4213 - PieroPiero






22

Volere Volare


81

3495 - Imagination






22

SPACCATO SOCIALE - BOLOGNA


76


3916 - Guanoz






20

Code di citta'... questione di punti di vista


75















4128 - giodb






19

arresto


73

3629 - Angelo13






21

r.i.u.g.d.pioggia


71


3483 - tuttobello






20

fabrica de hielo


69















3950 - Sari






18

Bronx Express


65

3965 - fede4






17

Non ci incontreremo mai


62


3989 - nico1951






16

no comment


60

4262 - Imagination






15

... UN'ORA IN CENTRALE


58

4065 - Sari






15

Sogni


57

4353 - Giampaolo






19

L'intenditore e il suo assistente


57


3326 - carlop






16

Il reduce


54

3560 - billie1






17

Speranze cadute


53

4411 - Sari






15

thought


52

4295 - Giampaolo






16

Fine lezioni


52


4265 - Sari






13

tube


52

3543 - Aly






17

Piazza Sintagma


52

3775 - Aly






16

Storie di mare


51

3325 - Birillo74






15

Senza Titolo


49


4364 - Giampaolo






15

Piazza Navona


49















3456 - McBonel






16

Cosa farò da grande!!


48

3731 - McBonel






14

Due passi per il Corso


47


3596 - giuseppe1944






14

Domenica nel parco


46

3595 - giuseppe1944






14

Il gioco delle carte


46

4145 - Sari






13

Work


46

3794 - Aly






12

Chiamami


44


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13.02.2005