Testo
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Per una corretta interpretazione del commento si prega di leggere queste note.
1. Che cosa

Un po' di torrentello, un po' di sentiero che lo fiancheggia, un po' di boschetto che li contiene.
2. Come

Punto di ripresa all'altezza dell'occhio, dal sentiero. Lunghezza focale normale o leggermente grandangolare. Tutto quello che compare nella scena è a fuoco. Assenza dell'elemento umano.
3. L'idea

Rappresentare l'amenità di un ambiente alto-collinare in piena regola, nel suo insieme tranquillo.
4. Il significato finale

La composizione appare casuale. L'autore non ha messo in particolare evidenza alcun elemento, conglobando di tutto un po'; me lo immagino mentre pensa "Com'è bello qui!", poi mette l'occhio al mirino e schiaccia il bottone, senza stare a pensarci su più di tanto. Ecco, innanzitutto è proprio la mancanza di cura nella composizione a lasciare interdetti; la trasandatezza (non consapevolmente voluta al momento dello scatto, ma tale come effetto finale) deriva in realtà dal non avere pensato a come rappresentare in maniera significativa i sentimenti provati di fronte a questa scena.
Quante cose si potrebbero dire su questo scatto sbagliato! Chi si trovava sul posto lo vede come un prezioso ricordo personale, che probabilmente riesce a fare riemergere la frescura, lo sciabordio delle acque, il fremere delle fronde, il cinguettio degli uccelli, la bella passeggiata, la piacevole compagnia... tutte cose che una fotografia non può esprimere nella sua pregnante globalità. L'osservatore non può rivivere quell'esperienza, ma almeno si aspetterebbe di vedere riproposta al meglio una piccola parte iconografica di quel momento. Si trova invece di fronte ad una scena banale, inespressiva, non caratterizzata, assolutamente non interpretata. Né può essere il titoletto inglese a risollevare le sorti, anzi...
L'autore non deve aversene a male per questo commento così drastico; il mio scopo non è quello di avvilire il suo scatto, ma di stimolare il suo orgoglio. Non basta essere di fronte ad uno scenario naturale che ci piace, per credere di ottenere una buona foto semplicemente scattando, senza pensare a ciò che si vuole rappresentare e al modo migliore per farlo. Scene come questa sono state fotografate milioni e milioni di volte; ciascuno di noi ha in testa centinaia di fotografie o filmati che sono riusciti a suscitare la nostra ammirazione perché erano pensati e realizzati seguendo un'idea ben precisa, dal suo concepimento mentale alla sua realizzazione pratica.
Nella fotografia naturalistica nulla deve essere lasciato al caso. Probabilmente si tratta del genere più frequentato e per ciò stesso estremamente difficile; è difficile proporre una scena naturale, specialmente se "povera" come questa, in maniera attraente e personale. Si cade quasi sempre nel già visto, nell'ovvio, nell'inespressivo: la propria immagine rischia di essere dimenticata prima ancora di essere stata vista per intero.
La scena proposta è anonima e inespressiva. E' come un frullato alla frutta, realizzato con troppe varietà: alla fine non se ne capisce il sapore. Il ruscello non suggerisce nulla, il sentiero è male inquadrato, gli alberi formano un intrico inespressivo. L'autore ci ha messo tutto, senza rappresentare nulla. E dire che ci sono tante occasioni da sfruttare, a patto di saperle vedere e rappresentare: a patto, cioè, di pensare in termini fotografici personali. Su questo fronte il digitale non porta alcunché di nuovo o di utile; la facilità con cui si è portati a scattare non va vista come una maggiore probabilità di successo, ma come una trappola mortale che rischia di fare soccombere la fantasia e l'invenzione creativa che può esplicitarla. La facilità dello scatto e la sensazione che non costi nulla traggono in inganno e mascherano le maggiori difficoltà ed i limiti ancora presenti in questa tecnologia. Bisognerebbe riuscire a sfruttarne i pregi, veri o presunti, per sperimentare soluzioni innovative (almeno per noi), ma sempre precedute da un'idea ben precisa e supportate da una conoscenza tecnica impeccabile. Altrimenti la buona riuscita è affidata al caso; ma non si diventa buoni fotografi con una simile strategia! Né può aiutare un tramonto...
Questa è l'opinione di un fotoamatore come tanti, non di un critico fotografico.
Romano Cicognani
Redazione di ABC-Fotografia
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