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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

 MESSAGGIO n. 109
Utente 
tristan-undici
Data 
21/08/2004
Titolo foto 
L.A jesus
Testo 
Los Angeles 2001. L'apparizione di Gesu' prima del suicidio, fece cambiare idea a Bryan, che chiese perdono al suo idolo.

Su richiesta da parte mia di avere delucidazioni su questa immagine, che faticavo a interpretare, l'autore ha gentilmente inviato le seguenti annotazioni:

Cerco di spiegare un po' meglio la scena.
Un giorno camminando sul lungo mare mi ritrovai davanti a questa scena.
All'inizio restai totalmente allucinato, non capivo cosa stesse facendo questa gente, non giravano un film, perché di telecamere nemmeno l'ombra.
Restai paziente e osservai quanto succedeva.
La scena inizia così: questo ragazzo (Bryan) si trova a litigare con i suoi genitori, la sua ragazza e i suoi amici, gridando ""voi non mi capite, voi non mi capite"" (in inglese), poi resta solo, toglie dalla tasca una pistola, se la punta alla testa... quando ad un tratto appare Cristo crocifisso, così cambia idea e capisce che stava sbagliando.
Non sto inventando nulla; chiaramente questa fu una messa in scena, una specie di teatro di 5 minuti improvvisato per la strada, da un gruppo di un movimento religioso cristiano che non avevo mai sentito prima. Fu sorprendente la rapidità per montare la scena, in 10 minuti fecero tutto, non chiesero soldi né applausi (ai pochi presenti) e se ne andarono, così come un flash.
Malgrado fosse una messa in scena io restai particolarmente colpito da tale "spettacolo". Ho voluto elaborare la foto con il nero e il rosso perché erano i colori che per me esprimevano meglio il momento drammatico, non avrei messo rosa pastello con verde pisello per interderci. L'elaborazione (lo so meglio se spedivo l'originale, ma qui non ce l'ho, e in più non mi dava lo stesso impatto) l'ho fatta qualche anno fa, non mi ricordo il nome del programma, non Photoshop comunque.
Bryan è un nome da me inventato.


 
 COMMENTO
Utente 
Redazione
Data 
30/10/2004
Testo 
Per una corretta interpretazione del commento si prega di leggere queste note.

1. Che cosa

Un uomo inginocchiato davanti ad un crocefisso. Il suo fare è implorante, con le braccia spalancate ed un notevole slancio verso la croce. A terra si intravede una pistola. Sullo sfondo pare di individuare un paio di alberi (palme, visto che dal titolo si deduce che la scena si è svolta a Los Angeles).

2. Come

L'inquadratura è molto stretta sui due protagonisti, Bryan e il crocefisso. La postura delle braccia di Bryan fanno il paro coi rami orizzontali della croce. La mano sinistra e parte dei piedi di Bryan sono tagliati, creando una maggiore concentrazione/interazione tra l'uomo e il crocefisso. Quest'ultimo poggia su una piattaforma rialzata sul davanti, troppo esile per sostenere il peso che si attribuisce istintivamente alla croce di legno massiccio, oltre che al Cristo. L'elaborazione al computer ha ridotto i colori a due uniche tonalità cromatiche, il rosso (molto virato verso il magenta) ed il nero.

3. L'idea

Come ho chiarito sopra, senza le note aggiunte dall'autore, oltre a quelle messe inizialmente, non avrei saputo interpretare correttamente la scena. Dalle spiegazioni si apprende che Bryan sta chiedendo perdono al Cristo, dopo avere pensato di suicidarsi con la pistola.

4. Il significato finale

A mandarmi in crisi nell'interpretazione dell'immagine era soprattutto la discrepanza del crocefisso poggiato sull'esile piedistallo: non avevo pensato ad una rappresentazione. Ammetto quindi la mia incapacità ad interpretare la scena, che intuivo forte e ben costruita, oltre che elaborata in maniera da esaltare la drammaticità. Visto che si tratta di una rappresentazione di strada, non ha molto senso parlare, ad esempio, della postura dell'uomo, né dell'interpretazione da dare a quel gesto; il senso è spiegato nelle note, il gesto era quello colto nel reportage, indipendente dalla volontà dell'autore.
Globalmente i conti tornano, per cui non resta che dire la propria opinione riguardo l'elaborazione fatta dall'autore. A me è piaciuta, di primo acchito, perché concentra decisamente l'attenzione sulla tensione emotiva del gesto del protagonista; egli resta come succube del Cristo in croce, che l'uomo pare supplicare con grande trasporto. I colori tanto violenti mi sembrano appropriati solo se penso al momento immediatamente precedente alla decisione di non suicidarsi, ossia ancora al culmine della tensione tragica del proposito di Bryan. Poco dopo quel contrasto cromatico violento, infiammato e insanguinato avrebbe dovuto cedere il passo ad un'atmosfera diversa, più radiosa, vitale, aperta. Questa contraddizione lascia in buona parte irrisolto il mio parere finale, in bilico tra la innegabile sensazione di grande emotività della tragedia incombente e la felice soluzione che viene subito dopo.
Tuttavia non è detto che la contraddizione rilevata non costituisca il fascino di questa immagine, specialmente alla luce delle spiegazioni dell'autore: nel momento dell'accettazione della vita da parte del protagonista resta, stemperato nel magenta, il rosso del sangue presagio del suicidio (oltre che della violenza iconograficamente subita dal Cristo sulla croce). Rappresentare il momento successivo alla rinuncia al suicidio sarebbe stato più difficile; in questo senso l'autore non ha risolto al meglio la scena.

Questa è l'opinione di un fotoamatore come tanti, non di un critico fotografico.
Romano Cicognani
Redazione di ABC-Fotografia