Testo
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Per una corretta interpretazione del commento si prega di leggere queste note.
1. Che cosa

Un uomo inginocchiato davanti ad un crocefisso. Il suo fare è implorante, con le braccia spalancate ed un notevole slancio verso la croce. A terra si intravede una pistola. Sullo sfondo pare di individuare un paio di alberi (palme, visto che dal titolo si deduce che la scena si è svolta a Los Angeles).
2. Come

L'inquadratura è molto stretta sui due protagonisti, Bryan e il crocefisso. La postura delle braccia di Bryan fanno il paro coi rami orizzontali della croce. La mano sinistra e parte dei piedi di Bryan sono tagliati, creando una maggiore concentrazione/interazione tra l'uomo e il crocefisso. Quest'ultimo poggia su una piattaforma rialzata sul davanti, troppo esile per sostenere il peso che si attribuisce istintivamente alla croce di legno massiccio, oltre che al Cristo. L'elaborazione al computer ha ridotto i colori a due uniche tonalità cromatiche, il rosso (molto virato verso il magenta) ed il nero.
3. L'idea

Come ho chiarito sopra, senza le note aggiunte dall'autore, oltre a quelle messe inizialmente, non avrei saputo interpretare correttamente la scena. Dalle spiegazioni si apprende che Bryan sta chiedendo perdono al Cristo, dopo avere pensato di suicidarsi con la pistola.
4. Il significato finale

A mandarmi in crisi nell'interpretazione dell'immagine era soprattutto la discrepanza del crocefisso poggiato sull'esile piedistallo: non avevo pensato ad una rappresentazione. Ammetto quindi la mia incapacità ad interpretare la scena, che intuivo forte e ben costruita, oltre che elaborata in maniera da esaltare la drammaticità. Visto che si tratta di una rappresentazione di strada, non ha molto senso parlare, ad esempio, della postura dell'uomo, né dell'interpretazione da dare a quel gesto; il senso è spiegato nelle note, il gesto era quello colto nel reportage, indipendente dalla volontà dell'autore.
Globalmente i conti tornano, per cui non resta che dire la propria opinione riguardo l'elaborazione fatta dall'autore. A me è piaciuta, di primo acchito, perché concentra decisamente l'attenzione sulla tensione emotiva del gesto del protagonista; egli resta come succube del Cristo in croce, che l'uomo pare supplicare con grande trasporto. I colori tanto violenti mi sembrano appropriati solo se penso al momento immediatamente precedente alla decisione di non suicidarsi, ossia ancora al culmine della tensione tragica del proposito di Bryan. Poco dopo quel contrasto cromatico violento, infiammato e insanguinato avrebbe dovuto cedere il passo ad un'atmosfera diversa, più radiosa, vitale, aperta. Questa contraddizione lascia in buona parte irrisolto il mio parere finale, in bilico tra la innegabile sensazione di grande emotività della tragedia incombente e la felice soluzione che viene subito dopo.
Tuttavia non è detto che la contraddizione rilevata non costituisca il fascino di questa immagine, specialmente alla luce delle spiegazioni dell'autore: nel momento dell'accettazione della vita da parte del protagonista resta, stemperato nel magenta, il rosso del sangue presagio del suicidio (oltre che della violenza iconograficamente subita dal Cristo sulla croce). Rappresentare il momento successivo alla rinuncia al suicidio sarebbe stato più difficile; in questo senso l'autore non ha risolto al meglio la scena.
Questa è l'opinione di un fotoamatore come tanti, non di un critico fotografico.
Romano Cicognani
Redazione di ABC-Fotografia
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