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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione


 MESSAGGIO n. 12365
Utente 
oceano1969
Data 
21/03/2003
Titolo foto 
 
Testo 
Questa è la sorella di quella che ho messo al voto.
Non penso che riscuoteranno grosso successo, ma vorre capire meglio il perchè.


 
 COMMENTO
Utente 
Redazione
Data 
14/05/2003
Titolo foto 
 
Testo 
Sono convinto che il mancato successo sia dovuto al fatto che questa immagine è "faticosa" da leggere e interpretare.

Quando buona parte dell'immagine (o tutta) è occupata da un riflesso in acqua, il risultato cambia a seconda del tipo di riflesso e del suo modo di interagire col soggetto reale (se è visibile). Trovo difficile scovare delle regole generali, ma qualche considerazione si può fare.

Quasi sempre l'immagine è di facile interpretazione quando c'è solo il riflesso e manca la sua sorgente reale. In quel caso la mente riconosce immediatamente che si tratta di un riflesso speculare, anche se, come spesso capita di vedere, il riflesso viene ruotato di 180 gradi per raddrizzare l'immagine.

Spesso il risultato migliora se l'immagine non è troppo complessa; meglio ancora se si tratta di un particolare soltanto della scena riflessa, coi colori e le forme che aiutano a ricostruire mentalmente l'insieme; insomma, credo sia la semplicità a rendere gradevole questo genere di immagini.
Se poi si esce dal paesaggio puro e semplice (la "cartolina") e si cerca una interpretazione più artistica, tipicamente sfruttando le ondulazioni di luci e di colori prodotte dalla superficie increspata dell'acqua, allora l'effetto finale è in genere più gradevole.

Notare che queste foto, quando sono fatte di notte per fare risaltare le luci, sono normalmente piacevoli perché il nero del cielo e lo stagliarsi netto dei contorni illuminati semplifica enormemente la lettura e facilita il conseguimento dell'effettaccio.

Nel tuo caso, innanzitutto, deploro l'effetto "cartolina". A parte questo tipo di pregiudizio (se tale lo vuoi considerare), trovo faticoso andare alla ricerca della sorgente e della sua immagine riflessa. La fatica deriva dalla complessità del paesaggio, quasi interamente giocato su sfumature di rossi: alberi, case, massi, rive, ponte... si fatica a distinguere questi particolari in quella macchia rossiccia troppo uniforme. Il riflesso non aiuta più di tanto; anzi, complica la lettura perché contiene ulteriori particolari da decifrare: la casa in alto (complicata da merli), il profilo della collina, il cielo. Chi me la fa fare tutta questa fatica per decifrare una immagine, che oltretutto ho già battezzato come "cartolina"?

Se provi ad immaginare un riflesso meno nitido, già le cose migliorano un pochino. Questo effetto potevi realizzarlo col treppiede ed un tempo di posa lungo, sfruttando il movimento dell'acqua:



Infine ho provato a semplificare la lettura dell'immagine sia tagliando in basso sia facendo diventare verde ciò che tale potrebbe essere in altra stagione. Mi pare che l'insieme sia più gradevole, non tanto perché compare un altro colore, quanto perché esso semplifica la vita al cervello che deve interpretare quello che gli occhi guardano.




Morale della favola: cerca un'inquadratura meno scontata, semplifica il soggetto, fai in modo che il riflesso aggiunga qualcosa invece che complicare la lettura all'osservatore. Il quale, non dimenticarlo, non conosce il posto come te e non è pertanto coinvolto emotivamente in partenza.

Romano Cicognani