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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione


 MESSAGGIO n. 4805
Utente 
ziopaolo
Data 
14/05/2002
Titolo foto 
linea costiera
Testo 
Ho l'hobby della fotografia da molti anni, anche se non con molta continuità.
Ultimamente mi sono riavvicinato, soprattutto attratto dalle possibilità offerte dal computer.
Non ho mai frequentato circoli fotografici, penso soprattutto per pigrizia,ma quando mi sono imbattuto nel vs. sito ho trovato uno strumento molto ben fatto e facile da usare.
In questa situazione viene abbastanza spontaneo confrontarsi, inviando qualche foto anche per verificare il proprio metro di giudizio con quello altrui.
Ho anche scoperto che i miei criteri di valutazione sono abbastanta distanti dalla media, ma penso che questo sia dovuto ad un gusto troppo"ruspante" e poco allenato ai principi di una corretta critica fotografica.
Sempre in quest'ottica sono naturalmente curioso di avere un vs. parere,più tecnico ed articolato, per riflettere meglio sugli errori che non è mai facile scoprire da soli.
Ringraziandovi per la disponibilità vi faccio di nuovo i complimenti per la qualità del sito ( i complimenti sono sinceri e non sono fatti per mitigare il giudizio)


 
 COMMENTO
Utente 
Romano_
Data 
19/05/2002
Titolo foto 
Ruotata di 180 gradi
Testo 
Innanzitutto grazie per gli apprezzamenti, sempre ben accetti.

Il problema di valutare una fotografia è estremamente complesso; ne potremmo parlare per ore senza giungere a conclusioni certe. Probabilmente ciascuno rimarrebbe con le proprie idee e comunque, alla fin fine, varrebbe pur sempre il concetto che ognuno ha i propri gusti ed è libero di "prendere le misure" a suo piacimento.

Tuttavia l'estetica fotografica (e non soltanto quella, si badi bene) ha consolidato delle regole che, se applicate, sono in grado di restituire una correttezza compositiva formale sempre gradevole da osservare. Ma le regole sono fatte per essere infrante, ed anche questo è un dato di fatto inoppugnabile; molte immagini bellissime rompono i canoni estetici citati e spesso la loro attrazione deriva proprio dalla "temerarietà" della composizione.

Ad ogni modo, restiamo dell'idea che ciascun fotografo dovrebbe conoscere e applicare alla perfezione le regole compositive fondamentali; solo dopo questa assimilazione potrà e saprà dare libero sfogo alle proprie personalità e creatività. Se ci riuscirà, avrà creato uno stile personale valido. Ma è anche vero che non basta ignorare i canoni estetici tradizionali per dire di avere uno stile personale; in questo modo si fanno spesso solo delle brutte foto, dove non c'è ricerca estetica ma soltanto trasandatezza o autocompiacimento del tipo "famolo strano".

Tutto il discorso estetico va poi intrecciato indissolubilmente con quello dei contenuti. Una fotografia deve necessariamente esprimere qualche cosa: un concetto, un’emozione, un ideale, un grafismo, una singolarità, un contrasto.... Se è soltanto ben composta, ma priva di contenuto, avrà fallito il suo scopo. Le combinazioni di estetica e contenuto sono infinite, quindi non manca lo spazio per creare immagini valide e suggestive; purtroppo però, come tutti verifichiamo ogni giorno, è molto più vasto lo spazio disponibile per le foto brutte o mal riuscite.

Veniamo alla tua fotografia. A parte il fatto che va girata di 180 gradi, ci sembra ben composta ma priva di significato. Buona la diagonale dell’onda, buono il controluce, buona la posizione del sasso, ma tutto questo che significato dovrebbe avere? Che idea o suggestione dovrebbe trasmettere? Si tratta di un formalismo puro, fine e se stesso e assai poco significativo, o volevi esprimere qualche concetto? Noi francamente non ci troviamo molto....

Era possibile fare di meglio? Certamente sì, perché è sempre possibile, partendo da un’idea, migliorarla in qualche modo. La prima cosa che ci viene in mente è quella di una inquadratura leggermente più larga per dare maggiore spazio attorno al sasso; poi fare una serie di impronte di piedi sulla sabbia, dall’alto verso il sasso, come di persona che viene da lontano in direzione dell’ostacolo. Le impronte finiscono sul sasso....

Ecco allora che nasce, nell’osservatore, un meccanismo mentale automatico, che lo porta ad interrogarsi sulla fine del misterioso pedone: che fine avrà fatto? Una trovata, un’idea banale, ma sufficiente per suscitare quel po’ di interesse che manca nella tua immagine.

ROMANO CICOGNANI