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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 6368
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Utente
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macchianera
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Data
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06/10/2002
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Titolo foto
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brindisi
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Testo
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questo è il festeggiamento del terzo mese di mio figlio.
Siate come sempre severi.
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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09/10/2002
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Titolo foto
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Testo
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Vada per la severità, allora!
Come le precedenti che hai inviato al forum, siamo nel genere familiare e, viste le circostanze, sarebbe un po' difficile uscirne fuori.
La fotocamera era probabilmente digitale, vista la grande quantità di rumore dovuta all'illuminazione ambientale molto scarsa. Del resto, l'impiego della luce cruda e spietata del flash non sarebbe andata molto d'accordo col soggetto tenero e delicato.
Non ci piacciono diverse cose. Innanzitutto l'orrore dei bordi a parentesi graffa. In linea generale detestiamo questo genere di abbellimenti (che sono sempre "abbruttimenti" premeditati, quindi doppiamente colposi...). Può trattarsi di una fisima personale, ma ci danno veramente fastidio. Nel caso specifico, poi, la geometria e la simmetria perfette dei ghirigori stridono non poco col resto.
Poi non ci pare felice la scelta di posizionare il pupo "sotto il tavolo", perché questo è l'effetto finale che fa. Par di capire che il figlio si trovasse all'interno del lettino, ma questo non cambia più di tanto la sensazione suddetta. Bisognava riuscire a sollevarlo in qualche oltre la sponda del lettino, inquadrando contemporaneamente più dal basso in modo che la testa venisse a trovarsi all'altezza del tavolo.
Avremmo preferito un taglio orizzontale; forse si tratta di un'altra preferenza troppo spiccata da parte nostra, ma le foto verticali vanno d'accordo con pochi soggetti, ritratti compresi. Alzando un po' il volto e sistemando il tavolo più a sinistra, avremmo ottenuto una scena nettamente più gradevole. Una messa a fuoco ed una nitidezza adeguata sul volto, assieme ad una sfocatura del tavolo simile a quella della tua foto, avrebbero creato l'atmosfera giusta.
Inoltre abbiamo da ridire anche sull'espressione del pupo (vocabolo usato con le intenzioni affettuose che può avere un neo-nonno come chi scrive): non è naturale perché fa trasparire gli sforzi di chi lo distraeva per costringerlo a non guardare nell'obiettivo. E' un volto teso col sorriso (s)forzato.
Infine, l'occhio che continua a cadere sull'orsacchiotto dà il colpo di grazia finale. Non bastavano il viso e la tavola bandita a festa? A che serve il giocattolo, se non a creare confusione e a distogliere l'attenzione da quello che conta?
Un tenero bacio al pupo.
ROMANO CICOGNANI
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