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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 7165
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Utente
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giuseppe1944
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Data
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22/11/2002
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Titolo foto
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Su per i monti della Sila
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Testo
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Le due donne procedevano lentamente lungo il sentiero, in un silenzio denso di sofferenza e di rassegnazione alla quotidiana fatica.
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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26/11/2002
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Titolo foto
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Testo
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Le immagini che propongono frammenti di vita povera e disagiata, sullo stile neorealistico che ha caratterizzato tanta parte del cinema italiano, costituiscono sempre una sfida da affrontare con la consapevolezza che si tratta di un genere molto difficile, per il rischio di cadere in numerosi tranelli alcuni dei quali possono risultare deleteri, come retorica e commiserazione. Inoltre sono dell'idea che questo genere fotografico esprima il meglio di sé in un portfolio che raccolga un certo numero di scatti sull'ambiente, le persone e la vita che si intende rappresentare.
A parte la seconda considerazione (molto importante), mi pare che tu abbia evitato completamente il primo pericolo, con un approccio valido e spontaneo.
Tuttavia, la di là di queste note preliminari, l'immagine presenta problemi di vario tipo. Comincerei dall'analisi dell'inquadratura, che presenta elementi che trovo insoddisfacenti:
- Le due figure si sovrappongono disturbandosi a vicenda; un piccolo spostamento del punto di ripresa o l'attesa di alcuni secondi avrebbe risolto la questione molto facilmente.
- C'è decisamente poca aria attorno alle donne, che sono come soffocate all'interno di una cornice che stenta a contenerle; in alto c'è addirittura il taglio di una parte del carico. Anche in questo caso il rimedio sarebbe stato facile.
- Il palo metallico e ramificato a destra, sullo sfondo, toglie gran parte dell'atmosfera d'altri tempi ed in ogni caso è una bruttura che andava assolutamente esclusa al momento della composizione dell'inquadratura.
- La resa tonale è insoddisfacente. Nel bianco e nero in genere, e in queste immagini in particolare, è importante conservare una scala di grigi il più estesa possibile, morbida e dettagliata. Non ci devono mai essere zone con bianchi bruciati o neri non dettagliati. I neri vanno bene, i bianchi molto meno. Se si tratta di pellicola, l'hai usata male o come tipo o in esposizione, o in sviluppo o in stampa. Se invece è una fotocamera digitale, allora spesso c'è poco da fare, perché la latitudine di esposizione è più ristretta rispetto ad una buona pellicola e non riesce sempre a dare bianchi e neri contemporaneamente soddisfacenti.
A proposito di spazio attorno alle figure, sono convinto che una inquadratura orizzontale avrebbe risolto meglio l'ambiente, le figure e il loro camminare, che nel tuo caso va a scontrarsi brutalmente contro il bordo destro del fotogramma. Probabilmente inquadrando in orizzontale e inserendo un po' di traccia del sentiero sulla parte destra avresti ottenuto un effetto decisamente migliore, esaltando lo sforzo delle donne e mettendo in risalto la loro debolezza e fragilità nei confronti dell'ambiente ostile e faticoso.
In una serie di scatti avrei tentato anche una soluzione completamente differente, con le donne riprese più da lontano e dal basso, mentre arrancano in fila indiana su per il sentiero. Credo che avrebbe dato ottimi risultati. Tieni presente che lo sforzo del salire viene evidenziato maggiormente riprendendolo dal basso che dall'alto.
Per concludere, una maggiore riflessione al momento dello scatto e la realizzazione di una serie anche breve (quattro o cinque immagini ben realizzate bastano e avanzano) da inserire in un portfolio avrebbero portato a risultati notevoli, viste le tue capacità di sentire queste situazioni e di sapere rifuggire dai tranelli citati all'inizio. Vai avanti così, approfondendo sia la tecnica fotografica che quella compositiva.
ROMANO CICOGNANI
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