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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 7167
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Utente
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giuseppe1944
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Data
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22/11/2002
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Titolo foto
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Pomeriggio d'ottobre a Nerano
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Testo
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Mi ha colpito la sensazione di quiete che aleggiava in quel pomeriggio di fine ottobre e che ancora provo osservando la foto.
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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26/11/2002
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Titolo foto
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Testo
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Questa fotografia si presta a diverse considerazioni:
- La linea dell'orizzonte quasi centrata non è giustificata da un cielo ricco di nuvole o altri particolari degni di nota. La sistemazione al centro dell'orizzonte in genere va evitata: bisogna saper scegliere tra cielo e terra. Nella maggioranza dei casi questa operazione premia, dando un maggiore equilibrio formale.
- Inoltre, anche se di poco, l'orizzonte pende verso destra; l'effetto negativo viene esaltato dalla massa scura del promontorio, che fa cadere ancora più giù quella parte del fotogramma.
- I particolari degli elementi sulla spiaggia sono sepolti in un mare indistinto poco luminoso, poco contrastato, poco dettagliato. Se si tratta, come par di capire, di un apparecchio digitale, forse c'era modo di migliorare la situazione intervenendo sui parametri di scatto. Gli apparecchi migliori consentono interventi manuali in compensazione dell'esposizione (in questo caso, che è un controluce, mezzo stop più aperto avrebbe migliorato la resa nelle ombre). Talvolta si può intervenire anche sul contrasto. Quanto al dettaglio, siamo alle solite: se hai spedito il file senza prima averlo portato alla larghezza massima di 400 pixel, hai provocato l'intervento del server che produce un inevitabile decadimento della nitidezza.
Nell'immagine sottostante ho effettuato alcuni rapidi interventi nei sensi indicati sopra: taglio del cielo superfluo, raddrizzamento dell'orizzonte, schiarimento delle ombre e aumento del contrasto nella parte basso-destra, aumento della nitidezza. Mi pare che le cose vadano meglio.
Ancora una considerazione, messa per ultima ma molto importante: spesso i ricordi personali ed i sentimenti che rievocano riescono a dare ad una immagine dei significati che osservatori estranei non possono provare. Questi casi si verificano molto di frequente ed indicano che siamo stati in grado di fermare una nostra emozione, ma non di trasformarla in qualche cosa di universale. In definitiva, abbiamo congelato un ricordo personale che possiamo riutilizzare quando ne sentiamo il desiderio, come si fa con gli alimenti. Ma non possiamo pretendere che le stesse emozioni vengano sentite da estranei. Quelle immagini sono tesori personali, che spesso non possono venire apprezzati dal altri. E' inesorabile e inevitabile, a meno che non si studi caso per caso il modo di creare una immagine maggiormente comunicativa e significativa, con tutte le difficoltà che tale operazione comporta.
ROMANO CICOGNANI
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