
|

Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

|
|

|
MESSAGGIO n. 7183
|
Utente
|
mirmar
|
Data
|
23/11/2002
|
Titolo foto
|
Pioggia sul lago
|
Testo
|
Gradirei un commento oer questa foto scattata in un pomeriggio molto unido nell' alto Vallese (CH)
|


|
|
|
COMMENTO
|
Utente
|
Romano_
|
Data
|
27/11/2002
|
Titolo foto
|
|
Testo
|
Non so quale fosse la tua intenzione al momento dello scatto: se calcare vistosamente la mano sull'atmosfera cupa di un pomeriggio piovoso oppure fare una fotografia normale. Comunque sia, il mio parere è che questa immagine è veramente inaccettabile quanto a esposizione. Vanno bene il cielo e le montagne, va male il lago, va malissimo tutto il resto, che soffre pesantemente per una sottoesposizione che fa diventare ogni cosa nera e indecifrabile.
La fotografia di paesaggio è senza alcun dubbio un genere difficile, forse il più difficile di tutti. Tanto per cominciare, richiede grande perizia tecnica per fare qualche cosa di veramente valido; ogni paesaggio che si rispetti offre una vastissima gamma cromatica e tonale, con contrasti di illuminazione difficili da controllare alla perfezione. La perfezione tecnica è condizione pressoché imprescindibile per mirare anche ad un buon contenuto estetico. Queste considerazioni valgono per tutti i generi, ma in massima misura per i paesaggi: perché tutti ne abbiamo visti di bellissimi e tutti abbiamo ben chiaro nella mente come dovrebbe essere un fiume, un bosco, una casa e via discorrendo. La stessa cosa non si può dire, con altrettanta certezza, per altri generi fotografici.
Quindi "non vedere chiaramente" il lago e tutti gli elementi di paesaggio che gli stanno attorno genera nell'osservatore una palese sensazione di disagio, perfino di stizza: "ma come, fotografa queste meraviglie e mi fa vedere tutto nero!". Non credo che il tuo lago sia nero perché volevi riprodurlo a quel modo; se fosse, non potrei che pensare "de gustibus" e tirerei oltre, perché non capirei e quindi non condividerei quella scelta interpretativa.
Macchine fotografiche, pellicole e carte da stampa sono in grado di restituire paesaggi in maniera accettabile. La tua foto non lo è perché l'esposizione è sbagliata. In pratica, si tratta di un controluce che, senza la compensazione di uno o anche due diaframmi in sovraesposizione, non può che fare diventare nere le zone più scure. L'ideale sarebbe applicare il famoso sistema zonale ideato da Ansel Adams; ci limitiamo ad accennarlo, nell'impossibilità di parlarne più in dettaglio.
ROMANO CICOGNANI
|
|
|
|
|

|