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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 7979
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Utente
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dissidente
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Data
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12/12/2002
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Titolo foto
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Preoccupazioni
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Testo
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Mi piaceva il contrasto tra il raptus frenetico del momento creativo della bambina e la apparentemente disattenta "supervisione" della mamma.
Solita Ilford Delta400, con Nikkor AF 50 e luce ambiente di pomeriggio agostano. Purtroppo ero forse troppo vicino e la bambina, come al solito, si è buttata in avanti al momento dello scatto. Avrei voluto far risaltare di meno il signore dietro alla finestra.
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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18/12/2002
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Titolo foto
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Testo
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Hai detto già tutto da solo, pregi e difetti!
Tra i pregi, apprezzabile soprattutto la spontaneità di mamma e figlia. Bello e saggio anche l'utilizzo della luce ambiente, nonché l'impiego del bianco e nero. Insomma, l'idea è valida ma non pienamente riuscita.
Partirei dalle finestre. Quella di sinistra è molto scura e già questo crea disturbo. La spiegazione sta nell'esposizione (automatica oppure no non fa differenza), che ha fatto una media generale in condizione di fortissimi contrasti. Il risultato finale è una esposizione media, che ha restituito una finestra (quella di destra) sovresposta, l'altra esposta meglio (ma non ha interesse, in realtà), e le due figure sottoesposte. Naturalmente l'uomo oltre la finestra è deleterio e andrebbe condannato solo per essersi fatto trovare lì proprio in quel momento!
Ne deduco che, dopo l'eliminazione dell'uomo (sarebbe bastato attendere qualche secondo, senza ricorrere alla reclusione o peggio ancora...), il primo provvedimento da prendere sarebbe stato quello di privilegiare, con l'esposizione, le due figure. Sarebbe stato meglio per i particolari del vestito della donna e per il volto della bambina, che effettivamente è piegata troppo in avanti. Tuttavia credo che tu non ti trovassi a passare di lì per caso, cogliendo al volo un'immagine rubata; probabilmente potevi fare qualche altro scatto, senza che le due donzelle fuggissero.
Avrei cercato di entrare maggiormente nel momento magico; potendo, avrei usato un grandangolo un po' spinto (24 o 20 mm), avvicinandomi molto al tavolo e al quaderno. In tal modo avrei mostrato una buona parte del lavoro creativo, avrei inquadrato il volto della bambina più dal basso e l'avrei resa la vera protagonista dello scatto, considerato che sarebbe diventata più grande in proporzione alla mamma. Quest'ultima, nel contempo, avrebbe mantenuto il suo ruolo di supervisore senza sovrastare con la sua mole la bambina. Probabilmente sarebbe entrata nell'inquadratura una sola finestra; in ogni caso la sua forte sovraesposizione avrebbe creato un alone di luce drammatico e misterioso allo stesso tempo, arricchendo l'atmosfera generale invece di disturbarla.
ROMANO CICOGNANI
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