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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 8393
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Utente
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luigi97
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Data
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17/12/2002
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Titolo foto
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il silenzio
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Testo
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E' il tentativo di rappresentare uno stato d'animo. Ho sovrapposto due scatti monocromatici agendo sui livelli di trasparenza.
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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24/12/2002
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Titolo foto
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Testo
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Questa immagine contiene numerosi elementi di grande interesse, che sarebbe lungo esaminare in dettaglio. Vado quindi per grandi linee.
Genere
E' meno banale di quanto si creda cercare di classificare una fotografia, facendola entrare in una delle categorie standard, le stesse che abbiamo nel forum "Fotografie dei lettori". Serve a chi la guarda per organizzare le proprie categorie mentali (del tutto personali) e all'autore per verificare il proprio operato. E' naturale ed automatico cercare di orientarsi. Qui siamo in presenza di una elaborazione dichiarata, ma poteva essere anche una doppia esposizione: sarebbe venuta pressoché uguale. In entrambi i casi si tratta di "Creativa e sperimentale", che non solo si riferisce alla tecnica, ma anche e soprattutto alle intenzioni che stanno a monte della foto finale: cimentarsi in strade nuove (magari tali solo per l'autore).
Formato
La proporzione quasi quadrata è azzeccatissima, perché concentra l'attenzione sull'essenzialità del volto, isolato in un primissimo piano che non lascia scampo.
Composizione
Una ragnatela sovrapposta ad un viso, con uno scorcio di roccia (o quant'altro) sulla sinistra; macchie di luce qua e là. Uso del bianco e nero. Immagine ben definita, ma complessivamente morbida. L'insieme invita a farsi visitare nei particolari; la partenza è sugli occhi, per scivolare sulla bocca e poi sui fili e sulle gocce della ragnatela. Infine si scopre e si passa ad esaminare la roccia, che all'inizio era passata pressoché inosservata; alla fine non dico che dà fastidio, ma crea senz'altro alcuni problemi.
Significato
Questo genere di foto, più di altri, si presta a interpretazioni diverse; l'osservatore interagisce con la proposta dell'autore e si costruisce spesso una visione sua personale, magari del tutto differente da quelle che erano le intenzioni dell'autore, dichiarate o meno. In questo caso è stato dato il titolo "Il silenzio".
Come ho detto altre volte, cerco di non farmi influenzare più di tanto dalle note messe dall'autore. Sono sempre le benvenute, ma non devono indurre l'osservatore a seguire un percorso interpretativo piuttosto che un altro; preferisco lavorarci sopra in piena libertà.
Ecco il MIO significato: lo stato d'animo di una persona che si trova inesorabilmente intrappolata nella ragnatela del mondo che la circonda, annichilendola. L'espressione del volto mi suggerisce rassegnazione, delusione, forse avvilimento; non c'è traccia di gioia o sogno o beatitudine, ma solo un estraniarsi ed isolarsi in se stesso. La sensazione è netta, quindi il messaggio che ricevo c'è e arriva bene a destinazione.
La roccia a sinistra: mi disturba e mi intriga allo stesso tempo. La vedo come un corpo estraneo e mi piace immaginare il tutto senza di esso. Ma ci vedo anche (non so se la cosa sia casuale o cercata) un duplicato, quasi una parodia del volto: si distinguono nel profilo di roccia le fattezze di un volto visto di lato. Le sopracciglia e le ciglia del viso vero diventano le sopracciglia e le ciglia del simulacro; le proporzioni e le posizioni di nasi e bocche coincidono.... Mi trovo a interpretare una concrezione, casuale o meno, che suggerisce altre chiavi di lettura, più cerebrali e meno immediate della prima che, tutto sommato, preferisco: non fosse altro per la sua semplicità e immediatezza. Però mi piace anche immaginare che il volto roccioso, rude e robusto, sia l'alter ego del viso reale; esso osserva dal di fuori la crisi di identità di se stesso e lascia aperta la speranza per un epilogo diverso.
Conclusione
BRAVO!
ROMANO CICOGNANI
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