© Gérard Castello-Lopes
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A cura di Alberto Moioli
Palazzo Magnani, ancora una volta è luogo di grandi eventi espositivi legati alla fotografia d’autore. Le splendide immagini di Gérard Castello-Lopes sono le protagoniste indiscusse, perfettamente integrate in una coreografia offerta dallo storico Palazzo di Reggio Emilia. Pare che la sede espositiva risalga addirittura al 1608 ed appartenne per molto tempo ai conti Becchi fino ai primi anni del ‘700 e poi ai Chioffi i quali attraverso un lungo periodo di restauri hanno trasformato la residenza dandole l’attuale configurazione.

La peculiarità di Gérard Castello-Lopes sta nella sensibilità spiccata ad immortalare quell’attimo di tempo in cui i soggetti ripresi pare rivelino tutto di loro stessi, il carattere, i sentimenti ed i pensieri, dando all’osservatore l’impressione di essere coinvolto nella stessa scena.

Su tutto, uomini, oggetti bambini e vecchi, porta una straordinaria sensazione di serenità e di umanissima ironia a cavallo tra l’opera di Erwitt e la decisione di Bresson di cui lo stesso Gérard Castello-Lopes si dichiara apertamente allievo.

"Ricordo il mio maestro Henri Cartier Bresson - rivela Lopes - quando citava la frase del Cardinale di Retz NON C’è NULLA IN QUESTO MONDO CHE NON ABBIA IL SUO MOMENTO DECISIVO , e se per tutto, in questa vita, esiste un momento decisivo, esso, in quanto tale, determina un taglio; un prima e un dopo. " Ed è proprio questa teoria che lo ha accompagnato per diversi anni. Dapprima l’amore verso l’Opera del suo maestro che lo ha decisamente influenzato artisticamente proprio in un momento di formazione creativa molto importante, quando ancora in Portogallo documentava il regime imposto da Salazar lottando quotidianamente con la censura e soprattutto con le forze dell’ordine. Gli esordi, i momenti di vita più duri, hanno segnato profondamente il carattere e lo stile di Gérard Castello-Lopes dal punto di vista fotografico fino ad avere una svolta negli anni seguenti grazie al trasferimento nella Parigi degli artisti ed all’incontro fatidico con Antònio Sena che riconobbe a prima vista nel fotografo l’estro e le enormi capacità espressive coinvolgendolo in mostre personali nella propria Galleria "Ether - Vale Tudo Menos Tirar Olhos".

La mostra fotografica è ricca di immagini dove la componente poetica ben si accosta a quella vena pittorica che rende l’esposizione ancor più ricca di emotività. Immagini di straordinaria ricchezza formale, di eccezionale forza espressiva che permettono di imporsi con il tono decisivo dei classici della storia della fotografia. La capacità evocativa e narrativa di Gérard Castello-Lopes rende l’esposizione unica nel suo genere.

Sono passati cinquant’anni esatti da quando il celebre H.C. Bresson disse:" Fotografare significa, nello stesso istante, nella stessa frazione di secondo, riconoscere un fatto e l’organizzazione rigorosa delle forme visivamente percepite che esprimono e significano questo fatto. Vuol dire mettere sulla stessa linea di mira , l’occhio e il cuore." Credo che queste parole possano rappresentare l’opera e la passione di un suo allievo; Gérard Castello-Lopes.

L’elegante cornice espositiva inoltre affianca la grande mostra "il labirinto del tempo" della pittrice Maria Helena Vieira Da Silva impreziosendo ancor di più l’evento culturale emiliano.
Gérard Castello - Lopes
"Vedere, il sogno di una vita"
Mostra fotografica
Dal 30 Marzo al 25 Maggio 2003
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
www.palazzomagnani.it
Ingresso € 5,00 Ridotto € 3,00 scuole € 2,00
Orari: 9.30 - 13.00; 15.00 19.00
Lunedì chiuso
Accompagna la mostra anche l’essosizione di Maria Helena Vieria Da Silva
"Il Labirinto del tempo"
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