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MARIO DE BIASI
Fotografie 1949-2003

Villa Contarini - Piazzola sul Brenta (PD)





A cura di Alberto Moioli

Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, grazie ad un'iniziativa promossa dall'Istituto Superiore per la Storia della Fotografia offre l'opportunità di festeggiare degnamente l'ottantesimo compleanno di uno dei maggiori Maestri della Fotografia italiana: Mario De Biasi. Dal 12 Settembre saranno esposte, oltre cinquant'anni di immagini, 160 in tutto, per celebrare con un'antologica ed un volume la maestria di Mario De Biasi, l'intelligenza stilistica di chi ha indubbiamente segnato la più recente storia della fotografia.

Nel lontano 1944 durante un rastrellamento tedesco Mario De Biasi , deportato a Norimberga, trova tra le macerie del materiale fotografico a lui sconosciuto, la curiosità nello scoprire l'utilità di un torchietto da stampa ed il successivo regalo di un apparecchio fotografico, Welta 6X6, permettono al giovane di sviluppare una passione che caratterizzerà la sua vita.

Le prime immagini hanno uno scopo puramente amatoriale, grazie agli stimoli fornitogli dal Circolo Fotografico Milanese prima del "salto" professionale alla Rivista Epoca proprio nel momento in cui la stessa divenne un simbolo storico del fotoreportage. Mario De Biasi, incontra proprio negli anni '50 con Epoca il suo periodo più florido grazie ad un'incredibile varietà di reportage realizzati nel luoghi più "caldi" della terra.

Nell'elegante cornice di Villa Contarini infatti appaiono anche le toccanti sequenze realizzate in Cambogia, Guatemala, Israele, Etiopia, Costa d'Avorio, Praga, Leningrado, Siberia, Perù e Budapest. Ma fanno parte dell'enorme collezione del fotografo anche le immagini scattate negli Stati Uniti e soprattutto nella sua città d'adozione, Milano.

Alcune opere esposte appartengono alla memoria storica di ognuno di noi come la sequenza "Gli italiani si voltano" la cui protagonista Moira Orfei vestita di bianco contrastava con la gente comune in centro Milano oppure le immagini realizzate in Ungheria durante la rivolta degli anni '50.

Budapest 1956, il popolo infuriato dall'oppressione imposta dalla polizia locale riesce a catturare un poliziotto e mentre si scatena la furia vendicatrice accecata da anni di sofferenze, Mario De Biasi si trova in prima fila e segue per Epoca tutto l'evento rischiando indubbiamente la propria pelle. Le immagini fanno il giro del mondo e la popolarità del fotografo cresce in modo esponenziale. La stampa Ungherese lo chiama "Italiano Pazzo" per il coraggio dimostrato e per l'elevato rischio personale corso.

Ma non sempre sono rose e fiori per Mario De Biasi che proprio in quel periodo doveva pregare che i rischi corsi per svolgere il proprio lavoro, in nome dell'informazione e della denuncia fotografica, non venissero vanificati dalla censura locale. "Certe volte la preoccupazione era forte perché le autorità locali, come la Siria, mi costringevano a sviluppare le pellicole sul posto con il rischio che tagliassero le cose più interessanti. Le ansie dei fotografi sui fronti più caldi non sono finiti finché il materiale non ha superato i controlli della frontiera."

Ed infine quell'ampio spaccato di Italia e del suo popolo dal dopoguerra ad oggi, interpretati dall'occhio attento di De Biasi che all'elemento descrittivo sempre applica quello sociale. E' semplice infatti osservare come alle geometrie ed alla disposizione caparbia dei volumi nel rettangolo compositivo, egli dedichi particolare attenzione al lato sociale ed umano, un dettaglio che lo contraddistingue dal resto dei fotografi. La mostra celebra la grandezza di Mario De Biasi elevandolo meritatamente a GRANDE MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA DEL NOVECENTO.

MARIO DE BIASI
MOSTRA FOTOGRAFICA ANTOLOGICA

Fotografie 1949-2003
Villa Contarini
Piazzola sul Brenta (PD)
Dal 12 Settembre al 2 Novembre 2003
Orari: Tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.00-18.00
Ingresso: 5,50 € Biglietto intero, 4.50 € Anziani, 3.50 € Bambini da 6 a 14 anni
Il biglietto unico comprende la visita alla mostra e al Parco della Villa


Breve biografia

Nato a Sois (Belluno) nel 1923, Mario De Biasi inizia a fotografare nel 1945 in Germania, dove era stato deportato durante la seconda Guerra Mondiale. Rientrato in Italia, frequenta per alcuni mesi il Circolo Fotografico Milanese, dove organizza la sua prima esposizione nel dicembre del 1948.

Nella primavera del 1953 viene assunto come fotografo nella redazione di "Epoca", dove resterà per oltre trent'anni. Sotto la direzione di Enzo Biagi prima, poi di Nando Sampietro, realizza i suoi più famosi réportages, viaggiando incessamente per ogni angolo del mondo.

In oltre cinquant'anni di attività, De Biasi è stato autore di più di sessanta libri fotografici, ed insignito di numerosi premi internazionali, tra i quali l'Erich Salomon Preis, a Colonia nel 1964, il premio Saint Vincent per il giornalismo, nel 1982, e un premio alla carriera al Festival di Arles, nel 1994.

Innumerevoli le mostre che, sia in Italia sia all'estero, gli sono state dedicate; una speciale menzione meritano la personale organizzata a Colonia, nell'ambito della mostra Gli Universalisti, presso la Photokina del 1972, e la partecipazione alla mostra The Italian Metamorphosis, al Solomon Guggenheim Museum di New York, nel 1994.

All'attività di fotografo affianca quella di disegnatore, alla quale con passione si dedica quando non fotografa o non insegna ai giovani, nei numerosi workshop in cui è docente, i meravigliosi segreti del suo "saper vedere".

 


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10.09.2003