
© Tiziana e Gianni Baldizzone

© Tiziana e Gianni Baldizzone
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A cura di Alberto Moioli
Terra di silenzi, di miti e di leggende, tetto del mondo, il TIBET si presenta agli occhi dei viaggiatori nel suo massimo splendore stimolando la ricerca interiore.

Il fotografo in queste terre deve faticare non poco per poter cogliere l'aspetto più sincero di un'atmosfera difficilmente rappresentabile con un attrezzo meccanico quale è la macchina fotografica. Si tratta infatti di cogliere "piccoli frammenti di eternità" trasmessi dagli ampi spazi aperti, dipinti da una luce unica nel suo genere considerando l'altitudine e la latitudine. Frammenti di vita di villaggi inginocchiati ai piedi di montagne sacre a simboleggiare l'alto concentrato religioso.

Tiziana e Gianni Baldizzone attraverso una selezione di immagini fotografiche esposte nell'elegante cornice del Teatro dal Verme di Milano sono i narratori d'eccezione, di un viaggio fatto di colori, profumi, silenzi e sguardi profondi.

I sorrisi celati e gli sguardi intensi degli abitanti di quell'Eden ai piedi dell'Everest rivelano invece il profondo disagio vissuto passivamente da un popolo seriamente privato da quel valore universale chiamato "libertà".

Il viaggio in Tibet proposto dai Baldizzone sono quanto di meglio si possa aspettare da un reportage in quella regione, grazie ad una sensibilità narrativa ed un profondo rispetto verso ciò che è rappresentato che sembra di entrare in punta di piedi in un mondo nuovo, misterioso e silenzioso, per non disturbare o turbare un equilibrio idilliaco.

In Tibet la natura è padrona assoluta, l'aria, il vento ed il cielo sono un tutt'uno con la gente che vi abita che pur con i loro molti problemi di sopravvivenza appaiono festosi nei riti religiosi di cui si nutrono quotidianamente. I cavalieri Khampa mostrano tutta la loro destrezza in gare di velocità ed abilità con i loro cavalli, sotto gli occhi di molti spettatori incorniciati dalle possenti montagne circostanti e dai numerosi cavalli bianchi che si rincorrono nei cieli.

La "lentezza" deve spadroneggiare anche nella visita della mostra per permettere al visitatore di immergersi completamente nel panorama tibetano, che rischia di diventare un unico ed indimenticabile viaggio attraverso se stessi.

Il Dalai Lama è appena stato nel nostro paese, egli è l'emblema vivente, con le sue parole, i suoi pensieri, le sue azioni, della saggezza antica e del buddhismo tibetano. "Dal passaggio difficile nella lunga storia del Tibet è nata una vera "tibetanità". Secoli e secoli possono farti dimenticare questa sensazione, i legami con la terra sembrano sicuri, intoccabili. Poi, accade qualcosa di inaspettato che mette in questione questi legami: scopri una cinica brutalità, l'uso schiacciante della forza, la tua debolezza. Alla fine parti, non vedi più il tuo paese se non da lontano. Viene devastato, occupato e di nuovo ti rendi conto che non è scomparso, che sopravvive dentro di te, che ti senti ancora tibetano. Allora cominci a chiederti che cosa significhi essere tibetano." Dalai Lama.

Uno splendido volume accompagna la mostra completando in ogni dettaglio l'evento fotografico nel migliore dei modi.
Tiziana e Gianni Baldizzone
In TIBET
Mostra fotografica promossa dalla Provincia di Milano
Assessorato alla cultura e beni culturali
Teatro Dal Verme, Milano
Dal 20 Novembre al 21 Dicembre 2003
Ingresso libero
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