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Mostre


LA TERRA VISTA DAL CIELO
Mostra fotografica di Yann Arthus-Bertrand
Via Dante, Piazza Cordusio e Via dei Mercanti - Milano




045. IMBARCAZIONI IMPIGLIATE NEI GIACINTI D’ACQUA SUL NILO, Egitto
(29°43’ N - 31°17’ E)

Il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes), segnalato per la prima volta all’inizio del secolo scorso nel delta del Nilo, in Egitto, e nella provincia del Natal, nel Sudafrica, è un vegetale acquatico infestante originario del Brasile. Introdotto nel continente africano come pianta ornamentale, il giacinto d’acqua ha invece colonizzato in meno di un secolo oltre 50 Paesi in tutto il mondo. D’intralcio alla navigazione, questa specie ostruisce i canali d’irrigazione e le turbine degli impianti idroelettrici. Lo spesso tappeto vegetale che si viene a formare, con una capacità di crescita del doppio in dodici giorni, genera il fenomeno dell’eutrofizzazione, consistente in un calo del tenore di ossigeno nelle acque profonde: questo tipo di inquinamento provoca l’asfissia degli esseri viventi acquatici. Non è ancora stata trovata una soluzione efficace per distruggere questa pianta parassita, ma i sistemi di difesa organica possono servire a limitare la sua proliferazione. Solo l’1% delle specie introdotte dall’uomo causa le maggiori perdite ecologiche ed economiche, ma la loro presenza è la seconda causa, dopo la distruzione degli habitat naturali, della scomparsa delle specie nel mondo.


109. CAROVANE DI DROMEDARI NEI PRESSI DI FACHI, deserto del Ténéré, Niger
(18°14’ N - 11°40’ E)

Da decenni i Tuareg commerciano il sale percorrendo con le loro carovane di dromedari i 785 chilometri che separano la città di Agadez dalle saline di Bilma.I dromedari, legati uno dietro l’altro in file singole, avanzano in colonna al ritmo di 40 chilometri al giorno nonostante la temperatura, che raggiunge i 46°C all’ombra, e i pesi (circa 100 chilogrammi per ciascun animale). Fachi, la sola località importante presente lungo la strada delle carovane del sale (Azalaï), costituisce un punto di sosta indispensabile. Le carovane, un tempo costituite anche da 20.000 dromedari, oggi superano raramente i 100 esemplari; vengono lentamente sostituite dall'autocarro che, nel trasporto delle merci, equivale da solo a 250 dromedari. Il numero di veicoli a motore del pianeta è passato dai 40 milioni del 1945 ai 680 milioni di oggi. Il numero resta ridotto nei Paesi in via di sviluppo, ma sono proprio queste le zone che assistono all'aumento più veloce dell'uso dell'automobile. Se tutto il mondo avesse lo stesso tasso veicolare degli Stati Uniti, il numero totale di veicoli presenti sulla terra sarebbe pari a 3 miliardi.


227. CAMPAGNA NEI DINTORNI DI SIENA, Toscana, Italia
(43°19' N - 11°19' E)

Bagnata dal Mar Tirreno, la Toscana è una delle più belle regioni del centro della penisola. Deve parte della propria fama alle sue colline, ammantate di vigneti, oliveti, campi di mais e di orzo, costellate da antichi borghi medievali. I toscani hanno sviluppato l’agriturismo da diverso tempo. Le imprese locali, specialmente quelle artigiane, hanno aderito alla norma “SA8000” una certificazione internazionale standard basata sui principi dei diritti dell’uomo varata dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro, dalla Convenzione delle Nazioni Unite per i Diritti del Bambino e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Lo standard SA8000 è una certificazione volontaria che garantisce le attività corrette dal punto di vista economico e sociale e la provenienza etica dei beni e dei servizi.

© Yann Arthus-Bertrand
Evento presentato da CANON in collaborazione con ATRIUM / Comunicazione & Ambiente


A cura di Alberto Moioli

Yann Arthus-Bertrand è il grande fotografo che in questi giorni ha invaso il centro storico di Milano con una Mostra all'aperto composta da immagini a colori raffiguranti il nostro pianeta ripreso dall'alto.

Immagini che lasciano senza fiato i milioni di visitatori che inevitabilmente passano a tutte le ore dalla centralissima Via Dante rallentando di conseguenza il frenetico passo caratteristico dei lavoratori milanesi abituati a spostarsi molto velocemente con la 24 ore e con la testa bassa assorta nei pensieri del vortice lavorativo che qui ha un ritmo sconosciuto in qualsiasi altra parte d'Italia.

Yann Arthus-Bertrand ha dunque già un pregio non indifferente, quello di attirare l'attenzione di tutti indistintamente usufruendo di un linguaggio, quello fotografico, che ha la straordinaria forza di abbattere ogni barriera culturale e filologica.

La mostra allestita sapientemente all'aperto e visibile 24 ore su 24 montata su pannelli 1,80x1,20 mt è stata realizzata grazie all'Assessorato del turismo, Moda & Eventi del Comune di Milano, del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, dell'Ambasciata di Francia in Italia, del Parco Naturale della Valle del Ticino (riserva della Biosfera dell'Unesco) e dell'Assodante.

L'esposizione di Yann Arthus-Bertrand rappresenta uno dei più spettacolari aspetti dell'arte fotografica sfondando ogni critica ricercata verso messaggi e codici intrinseci. Le opere esposte rappresentano indubbiamente uno dei ruoli chiave dell'essere fotografo, la documentazione. Yann Arthus-Bertrand è dunque, prima ancora che "fotografo" un "testimone di eventi", uno "storiografo" molto particolare. L'opera del fotografo appare dunque come filosofia della rappresentazione del Mondo. Si avvicina molto alle caratteristiche del fotografo di oggi la definizione data nell'antico pensiero greco da Senofonte, in cui parla di "storico come testimone curioso di fatti" inteso come colui che riporta i fatti senza commentare.

La grande mostra è dunque uno dei più importanti eventi culturali dell'anno perché contiene in sé innumerevoli punti di forza di indagine.

4,9 miliardi, ossia l'80% della popolazione risiede nei Paesi in via di sviluppo ed il 40% della popolazione mondiale non dispone di elettricità. La fotografia può portare a conoscenza numerosi fattori indispensabili riguardo al nostro pianeta senza per questo scadere in facili allarmismi. L'intento di Yann Arthus-Bertrand è quello di portare a conoscenza lo stato attuale di salute del nostro pianeta attraverso immagini altamente spettacolari portando l'attenzione su quegli elementi che la natura mette a disposizione dell'uomo per poter sopravvivere. La vita dopo tutto è possibile solo grazie all'acqua, la terra e l'aria, tre elementi che rappresentano il soggetto di tutta l'opera esposta di Yann Arthus-Bertrand. Da qui partono le riflessioni che la mostra vuole far scaturire raggiungendo lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni legate allo "sviluppo sostenibile" del quale il fotografo è strenuo difensore. Tutta l'operazione è dunque una presa di coscienza generale ed indispensabile per garantire un futuro roseo.

Il successo della mostra parla chiaro attraverso i numeri; 34 paesi hanno già ospitato l'evento fotografico costringendo puntualmente i promotori a prolungarne le date, il catalogo della mostra è diventato uno dei libri di fotografia più venduti al mondo tradotto in 20 lingue. Sono così nati i volumi "Omaggio alla Terra" e "365 giorni per la terra". Un successo senza precedenti che ha valso a Yann Arthus-Bertrand il prestigioso riconoscimento e sostegno dell'UNESCO. Ampiamente meritato.


LA TERRA VISTA AL CIELO di Yann Arthus-Bertrand
Mostra fotografica

Un sopralluogo del nostro pianeta
L'impegno di un grande fotografo, per uno Sviluppo Sostenibile
10 Settembre - 14 Novembre 2004, Milano
Via Dante, Piazza Cordusio e Via dei Mercanti
www.yannarthusbertrand.org

 


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22.09.2004