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A cura di Alberto Moioli
Sono centocinquanta le immagini fotografiche che compongono il nuovo evento espositivo di Verona, e sono tratte dalla più autorevole ed imponente collezione fotografica del mondo, L'archivio Bettmann.
La Mostra approda per la prima volta nel nostro paese ed è stata sapientemente suddivisa in aree tematiche in cui si trovano molte delle immagini che sono diventate con il tempo, autentiche icone della nostra memoria. Chi infatti può dimenticare lo sberleffo del genio di Einstein mentre mostra la lingua al fotografo oppure l'indimenticabile fotografia degli operai in pausa sospesi su una trave del nascente palazzo Rockfellere Center di New York?
Otto Bettmann è dunque entrato di diritto nella storia della fotografia grazie ad una passione da collezionista insolita, per lo meno in quel periodo. Siamo infatti agli inizi del '900 , esattamente a Lipsia in Germania. La storia della nascita dell'archivio Bettmann è costellato anche dalle leggende del caso, pare infatti che nel '35 per fuggire dalla guerra che imperava in tutta Europa , il fondatore emigra negli Stati uniti dove costruì la sua fortuna proprio sulla passione che aveva coltivato come bibliotecario appassionato di fotografia. Curioso l'aneddoto in cui si racconta dell'arrivo all'aereoporto di New York con due bauli colmi di fotografie, lastre e negativi. Da qui la continua e sempre più professionale raccolta di opere fotografiche originali fino a contare ben 2.000.000 di opere originali nel 1980.
Otto Bettmann si è ritirato nel 1981 nella tranquilla Florida e tutto il patrimonio costruito durante tutta una vita di paziente ed intelligente catalogazione è stato acquistato nel 1995 dal colosso Corbis, società fondata da Bill Gates nel 1989. L'avvento di Gates come si sa, coincide con l'esplosione dell'era digitale e di internet con notevoli vantaggi per la definitiva catalogazione ed archiviazione digitalizzata del grande patrimonio Bettmann. La catalogazione titanica dell'intero archivio stimato oggi ad 11 milioni tra negativi, lastre e stampe originali affidata appare come autentica ancora di salvataggio per opere di inizio secolo che altrimenti con l'usura potrebbero andare definitivamente perse.
L'atto di conservare e collezionare è un autentico atto d'amore verso una passione che parte dal profondo. Collezionare fotografia ai primi del secolo era considerata una scommessa persa in partenza in considerazione dei fortissimi attacchi culturali derivanti da tutti il mondo dell'arte in genere.
Innegabile però il fatto che "la fotografia" è un manufatto da conservare proprio per la sua particolare caratteristica di "unicità" del primo periodo in cui ancora non si poteva parlare di riproducibilità. La primissima forma di collezionismo storico incredibilmente si registra nel 1851 grazie alla nascita della parigina Società Héliographique che documentò ogni progresso della tecnica fotografica ponendo le fondamenta su cui si basano molte certezze sulla storia degli attuali procedimenti chimico- meccanici.
La mostra ha un valore documentaristico ed artistico di enorme spessore, e la "fotografia" appare come strumento di rappresentazione, di comunicazione e di espressione in tutta la sua forza riuscendo come nessun altro mezzo potrebbe, a rappresentare con 150 immagini uno spaccato autentico e prezioso del '900. Un secolo pieno di contraddizioni, un secolo ricco di mutamenti economici e tecnologici ottimamente rinchiusi nell'esposizione curata dal Comune di Verona in collaborazione con Corbis/Contrasto nell'elegante cornice espositiva degli Scavi Scaligeri.
La mostra dimostra inoltre la molteplicità di linguaggi offerti dall'arte della "Fotografia" che se affrontata con la dovuta attenzione appare sempre più progettuale, complessa e riflessiva. Come tutti i linguaggi espressivi però bisogna saperli leggere.
Quella esposta è dunque una mostra che ci riguarda da vicino visto che rappresenta la nostra storia attraverso gli occhi dei migliori fotografi del secolo. Uno dei fotografi più autorevoli del nostro tempo, Ferdinando Scianna, ha recentemente affermato :"credo che la massima aspirazione per una fotografia sia quello di finire in un album di famiglia" a sottolineare il valore della conservazione delle opera Fotografica.
I Giorni e la storia
Le migliori immagini dall'Archivio Bettmann
Verona, Scavi Scaligeri - Cortile del Tribunale
30 Ottobre 2004 - 9 Gennaio 2005
www.comune.verona.it/scaviscaligeri/
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