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A cura di Alberto Moioli
Dammi un oggetto e ti manderò in estasi. Sarà questa la morale, forse un po' troppo incline al consumismo, sottesa alla mostra "L'estasi delle cose" in corso a Milano: un'esposizione persino sovrabbondante, che pone in primo piano gli oggetti di produzione industriale che hanno fatto da co-protagonisti con l'uomo nel nostro secolo.
Proprio il Novecento con i movimenti artistici più rappresentativi come il Cubismo, Surrealismo e Dadaismo, ossia le avanguardie storiche di inizio secolo, ebbero il pregio di assegnare al ruolo dell'"oggetto" un significato nuovo moltiplicandone le possibilità espressive.
L'osservazione e lo studio dell'oggetto e della stessa rappresentazione fotografica determina inequivocabilmente un collocamento spazio temporale preciso di una determinata società. Attraverso gli "oggetti" infatti si può risalire ad un determinato periodo storico e ad un riconoscimento socio culturale preciso.
Le opere esposte allo Spazio Oberdan rappresentano dunque gli oggetti che hanno caratterizzato gli usi ed i costumi del nostro Paese nel '900, cose che hanno ricoperto ruoli di autentica sopravvivenza fino ai più moderni che sono divenuti veri gadget riconducibili a un benessere diffuso. Due metodi filosofici di intendere il ruolo degli oggetti che con il tempo sono mutati sia nella forma che nell'utilizzo con una velocità impressionante, di pari passo con le innovazioni tecnologiche che hanno segnato tutto il secolo.
PRODOTTO INDUSTRIALE...
La mostra, accuratamente divisa in due sedi milanesi - lo Spazio Oberdan e il Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda - ha il grande pregio di porre in risalto il ruolo dell'"Oggetto" quale prodotto industriale nella vita dell'uomo contemporaneo, sottolineando l'importanza dell'impennata delle innovazioni tecnologiche e la relativa grande influenza sulla quotidianità di ognuno di noi.
Hanno collaborato alla realizzazione dell'imponente progetto moltissimi Musei e Gallerie private, che hanno messo a disposizione ben 150 opere fotografiche che inserite in questo contesto hanno indubbiamente acquisito ulteriore valore storico-documentaristico. Il Museo di Fotografia Contemporanea della splendida seicentesca Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo ospita la rassegna "L'estasi delle cose. Nell'Arte" ponendo in rilievo il ruolo delle correnti artistiche del secolo in relazione alla rappresentazioni dell'"Oggetto".
...E FETICCIO QUOTIDIANO
Qui si trovano le opere di Man Ray e di Duane Michals, americano gran maestro della narrazione fotografica pseudo-thriller di chiaro stampo cinematografico, anticipatore delle future tendenze artistiche ed autore di numerose sequenze come la celeberrima "Things are Queere" (1973) qui esposta. Un autore ingiustamente dimenticato da molti libri di storia della fotografia.
Lo Spazio Oberdan invece ospita la seconda parte della mostra, "L'estasi delle cose. Nel quotidiano", in cui il discorso si amplia attraverso 450 immagini di utilizzo industriale, pubblicitario ed editoriale. Un'esposizione completa dunque, che permette di poter apprendere appieno il significato intrinseco del nostro tempo attraverso "noumeni" creati dagli oggetti reali e interpretati dall'arte della fotografia.
Particolarmente interessante risulta essere il fitto calendario di appuntamenti previsti a margine della mostra a significare ulteriormente il ruolo della fotografia per "andare oltre" all'esteriorità e per addentrarsi così nei contenuti suggeriti dagli autori. Il programma prevede, tra le altre cose, una giornata di studio e quattro "conversazioni multimediali" collegati alla mostra in oggetto dal 4 al 9 maggio allo Spazio Oberdan. Il titolo: "Oggetto industriale, soggetto di memoria".
Una menzione doverosa deve essere fatta per lo splendido catalogo edito da Steidl (ben 400 pagine), curato ottimamente nella grafica, nell'impaginazione e soprattutto nei contenuti, autentico valore aggiunto ad una mostra che si distingue per originalità e concetti. Mostra e catalogo entrambi da non perdere.
L'estasi delle cose
Dal 23 marzo al 12 giugno 2005
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Orario:
10.00-19.30
martedì e giovedì fino alle 22.00
lunedì chiuso
Festivi:
1 maggio 10.00 – 22.00
2 giugno 10.00 – 22.00
Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda, via Frova 10, Cinisello Balsamo
Orario:
Giovedì 15.00 - 23.00
Venerdì e Sabato 15.00 - 19.00
Domenica e festivi 10.00 - 19.00
Biglietto cumulativo:
Intero Euro 5,00 - Ridotto Euro 3.50
Catalogo:
Steidl editore, 400 pagg., testi in lingua inglese
Informazioni per il pubblico:
Spazio Oberdan, Tel. 02.7740.6300/6302
Museo di Fotografia Contemporanea, Tel. 02.6605.661 02.6605.6630
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