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MARIO DE BIASI
Mostra fotografica - Fotografie 1947-1983
Galleria Civica, Cortina d’Ampezzo



A cura di Alberto Moioli

L’istituto Superiore per la Storia della Fotografia, organizza una mostra fotografica dall’altissimo contenuto artistico e storico dedicata ad uno dei fotografi considerati a buon ragione come autentico Maestro della Fotografia Italiana: Mario De Biasi.

Già due anni fa a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, lo stesso autorevole Istituto organizzò una mostra fotografica a De Biasi.

Nel lontano 1944 durante un rastrellamento tedesco Mario De Biasi, deportato a Norimberga, trova tra le macerie del materiale fotografico a lui sconosciuto, da qui la partenza di una passione che unita alla futura professione di narratore per immagini, ha segnato pesantemente storia della fotografia italiana. La curiosità del giovane De Biasi nello scoprire l’utilità di un torchietto da stampa ed il successivo regalo di un apparecchio fotografico, Welta 6X6, fanno scattare quella scintilla creativa che non si è mai spenta.

Dall’amatorialità passata nel Circolo Fotografico Milanese ben presto passa alla prima commissione professionale per la Rivista Epoca proprio nel momento in cui la stessa divenne un simbolo storico del fotoreportage. Viaggiando per tutti gli angoli più impensabili del globo terrestre, il giovane fotografo realizza rari documenti che sono entrati di diritto nella memoria storica di tutti.

Sono gli anni di maggiore attività e produzione di Mario De Biasi che in breve tempo viene sbalzato in Cambogia, Guatemala, Israele, Etiopia, Costa d’Avorio, Praga, Leningrado, Siberia, Perù , Budapest e Stati Uniti. Milano e De Biasi invece hanno una storia a parte, la produzione di immagini della metropoli lombarda in cui abita infatti non cessa mai ed alcune opere hanno indubbiamente contribuito a scrivere una delle più belle pagine della storia della fotografia italiana.

Non si può dimenticare infatti la straordinaria sequenza di immagini dal titolo "Gli italiani si voltano" la cui protagonista Moira Orfei vestita di bianco contrasta con la gente comune in centro Milano oppure le immagini realizzate in Ungheria durante la rivolta degli anni ’50.

Budapest 1956, il popolo infuriato dall’oppressione imposta dalla polizia locale riesce a catturare un poliziotto e mentre si scatena la furia vendicatrice accecata da anni di sofferenze, Mario De Biasi si trova in prima fila e segue per Epoca tutto l’evento mettendo a rischio la sua stessa vita per poter riportare la verità di un evento simbolo dell’atmosfera pesante di quel particolare momento storico.

In Ungheria lo chiamano "l’italiano pazzo" riferendosi proprio al coraggio ed allo sprezzo del pericolo dimostrato per potersi aggiudicare l’immagine più significativa, quel particolare momento che Henri Cartier Bresson chiamava "momento decisivo", riferendosi a quel particolare attimo che da solo può contenere "tutta l’essenza di una storia". Mario De Biasi al pari di Alfred Eisenstedt ne fu Maestro indiscutibile.

"Certe volte la preoccupazione era forte – rivela il grane fotografo - perché le autorità locali , come la Siria, mi costringevano a sviluppare le pellicole sul posto con il rischio che tagliassero le cose più interessanti. Le ansie dei fotografi sui fronti più caldi non sono finiti finché il materiale non ha superato i controlli della frontiera".

L’istituto Italiano per la Storia della Fotografia da anni celebra con splendidi volumi stampati in esacromia in collaborazione con Leica-Polyphoto quelli che considera Grandi Maestri della Fotografia del Novecento con un prezioso testo del Direttore Paolo Morello. Questa è la volta di Mario De Biasi che ha anche l’onore di incorniciare tutto l’evento espositivo con quella che viene considerata la Perla delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo. La mostra si tiene presso la galleria Civica fino al 9 Aprile 2005.


MARIO DE BIASI
Fotografie 1947-1983

Cortina d’Ampezzo, Galleria Civica
Dal 4 Febbraio al 9 Aprile
In collaborazione con Leica-Poyphoto
A cura dell'Istituto Superiore per la Storia della Fotografia
A cura di Paolo Morello
Ingresso libero
Lunedì dalle 16.30 alle 19.30
Da Martedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30
E dalle 16.30 alle 19.30
Chiuso Domenica e festivi

 


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14.02.2005