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FOTOGRAFO DI GUERRA
Mostra fotografica di James Nachtwey
Reggio Emilia, Palazzo Magnani



© James Nachtwey


A cura di Alberto Moioli

Il dramma, la distruzione materiale e psicologica di popoli, quartieri, famiglie, bambini, donne, vecchi, persone insomma, è l'inesorabile dramma umano come conseguenza di ogni guerra. Un testimone su tutti ancora in vita, altri non può che essere un fotoreporter, uno dei più autorevoli fotografi di guerra di tutti i tempi; James Nachtwey.

Nachtwey è il protagonista della splendida mostra che si tiene a Reggio Emilia nell'elegante cornice espositiva di Palazzo Magnani già centro di grandi eventi fotografici di portata mondiale con artisti come Andrè Kertesz, Eugene Smith, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Li Zhensheng e Edward Curtis.

160 opere di straordinario impatto emotivo riportano agli occhi esperienze lontane e quasi inimmaginabili. Negli occhi della gente ritratta si scorge il dramma di un intero popolo, in molti sguardi traspare evidente il senso di impotenza e di rassegnazione. Altresì attraverso gli occhi si può leggere quella dignità che è propria di tutti gli esseri umani di cui parla anche lo stesso fotografo: "Vorrei che il mio lavoro potesse appartenere alla storia visiva del nostro tempo per radicarsi nella nostra memoria e coscienza collettiva. Sono stato un testimone e queste fotografie sono la mia testimonianza. Ho dato conto della condizione delle donne e degli uomini che hanno perduto TUTTO, le loro case, le loro famiglie, le loro braccia e le loro gambe, la loro ragione".

La forza di James Nachtwey sta nel saper dire tutto attraverso dettagli singolari e dalla forza espressiva devastante, segno inconfutabile della maestria di un fotografo che al pari del suo primo maestro spirituale, Robert Capa, è stato ferito gravemente a Baghdad da una granata che avrebbe potuto anche ucciderlo. Robert Capa morì saltando su una mina antiuomo, James Nachtwey fortunatamente a 57 anni può ancora raccontare le sue immagini nonostante le seria ferita che lo affligge dal 2003.

James Nachtwey è stato un testimone scomodo per molti poteri dittatoriali e chissà che la sua opera possa catalizzare il pensiero e le anime degli uomini che osservando le sue immagini possano così cambiare davvero qualcosa, proprio come ipotizzava molti anni prima Eugene Smith.

Le immagini esposte godono indubbiamente di un duplice valore ; artistico e documentaristico.

L'aspetto documentaristico appartiene ad uno dei ruoli fondamentali dall'Arte della Fotografia sin dalla sua lontana nascita.

"La sua capacità di riprodurre esattamente la realtà esteriore- dichiarò la storica e fotografa Giséle Freund -le conferisce un carattere documentario e la fa apparire come il procedimento più imparziale della vita sociale". Queste famose parole fanno seguito ad alcune confutazioni che risalgono al 1936 ed appaiono oggi ancora molto attuali.

L'aspetto artistico delle immagini esposte sottolineano la maestria di Nachtwey nel saper cogliere insieme l'attimo determinante della scena, racchiudendo in un solo istante l'essenza dell'intero accadimento senza tralasciare la cura quasi maniacale dell'inquadratura e della bilanciatura compositiva di volumi e spazi che di solito richiedono tempo e ragionamento. In un solo attimo Nachtwey riesce, come pochissimi al mondo, a concentrare tutte queste caratteristiche in un solo sublime scatto per l'eternità. La fotografia di Nachtwey storicizza così ogni momento da lui ripreso regalando ai posteri immagini che sono già entrate nella coscienza collettiva , così come lo stesso autore auspicava.

Nato nel 1948 a Syracuse nello stato di New York ha dedicato tutta la sua vita alla fotografia d'azione, o per dirla con Robert Capa, "in prima linea". A partire dal famoso servizio in Vietnam che lo ha reso famoso, ha praticato tutti gli angoli più "caldi" del globo per 24 anni consecutivi, viaggiando e soprattutto documentando con i reportage in El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Singapore, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Sud Corea, Somalia, Sud Corea, Ruanda, Sud Africa, Russia, Bosnia, Cecenia, Kossovo, Romania . Brasile, Stati Uniti e Iraq. Stacanovista della fotografia, instancabile narratore per immagini ha lavorato per time Magazine come membro dell'Agenzia Magnum al pari di Henri Cartier Bresson, Robert Capa, e Ferdinando Scianna.

L'elenco dei riconoscimenti ricevuti è quasi illeggibile vista l'entità quantitativa davvero elevata, ma spiccano decisamente i cinque premi "Robert Capa Golden Medal", i sei titoli di "Photographer of the Year" ed il prestigioso "Eugene Smith memorial Grant in Humanistic Photography"

Prima di restare ferito Nachtwey ha fotografato anche il dramma dell'attacco all'occidente dell'11 Novembre 2001 , il crollo delle Twin Towers.

La mostra appare dunque come uno dei momenti fotografici più autorevoli del nuovo anno anche in considerazione del fatto che in anteprima mondiale vengono esposte le ultime immagini scattate dal grande fotografo dedicate al Sudan e all'Iraq.

Non perdetela.


JAMES NACHTWEY, FOTOGRAFO DI GUERRA
Reggio Emilia, Palazzo Magnani (Corso Garibaldi 29)
17 Ottobre 2004 - 23 Gennaio 2005
Orari: 9,30 - 13.00/15.00 - 19.00 chiuso il lunedì
Inresso: 6.00 Euro, ridotto 4.00 euro, studenti 2.00 Euro
www.palazzomagnani.it

 


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07.01.2005