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A cura di Alberto Moioli
Pierre Borhan è uno dei maggiori collezionisti di fotografia tra i più noti ed autorevoli del mondo e Palazzo Magnani è la cornice ideale per un evento davvero di altissimo spessore culturale.
Sandro Parmigiani è il curatore delle attività espositive della storica dimora Emiliana. L’amore e la passione che caratterizzano l’attività professionale di Parmigiani si fonde perfettamente con le motivazioni che hanno caratterizzato l’attività professionale di Borhan, altrimenti chiamato Bonhomme come usa farsi chiamare nelle sue attività di critico e storico, da qui la spiegazione più intima della splendida presentazione che appare sull’altrettanto prestigioso volume che accompagna l’esposizione.
Tra le moltissime mostre fotografiche curate da Parmaggiani a Palazzo Magnani, alcune sono entrate di diritto tra le più autorevoli in assoluto. Come non ricordare infatti Stanislao Farri, Route 66 di Franco Fontana, Gerard Costello Lopez e l’antologica di Luigi Ghirri, e molte altre ancora ovviamente.
Ora l’arrivo a Palazzo Magnani della collezione di Bonhomme è l’opportunità per scoprire un autentico mostro sacro della collezione fotografica. Parmigiani incontra Bonhomme a Parigi nel 1997, allora Direttore del Patrimoine Photographic del Ministero della Cultura di Francia.
Proprio dalla passione contagiosa trasmessa dal collezionista, Parmigiani ricorda che "è proprio la passione a far muovere il mondo, a rendere autentiche le nostre vite, forse anche perché nel "patire" sono inestricabilmente connessi attenzione e trasporto, angustia e tormento; non si può del resto fare bene un lavoro, essere creativi, restando indifferenti o distanti, ma solo dandosi, mettendo in conto congiuntamente piacere e pena."
Una collezione va "letta" nella sua completezza osservando l’assortimento delle opere scelte si può idealmente incontrare un autentico ritratto "intimo" dello stesso collezionista.
E’ lo stesso antico detto in cui ogni immagine riflette in qualche modo l’autore stesso dello scatto laddove ogni decisione interpretativa è stata assunta come personale ed unica. Lo stesso dunque vale per il collezionista che sceglie in base alle proprie conoscenze, cultura ed esperienze assolutamente personali ed uniche.
Collezionare poi significa anche entrare a far parte del mercato dei collezionisti che inevitabilmente sono coloro i quali indicano la strada del "gradimento" e spesso ne determinano insieme ai critici il successo o il fallimento.
Jan Saudek è l’autore che per primo entra nella collezione di Bonhomme nel 1977, un fotografo straordinario che colpisce l’occhio ed il cuore del nascente collezionista che dimostra immediatamente fiuto e grande sensibilità espressiva. La scelta del fotografo di Praga è attenta ed apre ad una fortunata serie di scelte azzeccate.
Da qui in poi una sequela impressionante di grandi autori e sublimi scatti che hanno fatto la storia della fotografia e sono entrati di diritto nella memoria collettiva.
Una passeggiata tra le opere esposte a Palazzo Magnani o la lettura del catalogo che accompagna la mostra è un’esperienza che colpisce inevitabilmente ogni vero amante della grande fotografia. Così si possono incontrare le opere sublimi di Atget, Andrè Kertesz, Lucien Hervè, Bressaii, Diane Arbus,William Klein, Bill Brandt, Tony Catany, e molte altre.
Colpisce certamente la selezione delle opere più trasgressive di Within, al limite del buon gusto, che a parer mio disturbano un pochino l’atmosfera poetica creata dai nomi che ho citato.
Straordinaria tra le altre la presenza delle opere di Andrè Villers, presente in Italia molto raramente, (indimenticabile la mostra al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone alle porte di Milano nel 2004) fotografo ufficiale di Pablo Picasso porta tutt’ora con se i segreti più intimi del genio che diede una seria svolta alla storia dell’arte con il dipinto "Demoiselle d’Avignone". Andrè Villers unico artista fotografo ad aver avuto l’onore di creare opere insieme a Picasso e porre la propria firma accanto al grande pittore.
Infine l’immagine simbolo di tutta la mostra, secondo il mio parere, non utilizzata come icona della collezione, è VITA di JAN SAUDEK del 1966.
E’ questa la prima immagine ad entrare a far parte della collezione, come già citato in precedenza. Eppure questo scatto è un grande segno di come è Bonhomme intende la Fotografia e la propria vita.
L’opera mostra un uomo con in braccio un neonato di spalle, volutamente il taglio deciso del volto dell’uomo tende a spersonalizzare lo scatto restringendo drasticamente ogni analisi interpretativa e sottolineandone il messaggio di dolcezza che porta inevitabilmente a pensare alla famiglia di oggi. Il contatto tra i due soggetti, pelle a pelle, fa’ pensare infatti ad un rapporto tra papà e figlio, il contrasto, controllato con grande maestria, tra le tonalità di grigio tra i due soggetti, rende il messaggio ancor più forte e deciso. Il ritmo compositivo imposto dalle linee immaginarie della posizione naturale delle braccia del papà che trattiene il neonato, introduce una musicalità dell’immagine molto gradevole.
Il tutto è "Poesia e Musica".
Senza di loro nemmeno io.... È il titolo della mostra e del libro, ed inevitabilmente potrebbe essere il titolo di un ipotetico film sulla vita di "Pierre Borhan", perché in questa mostra tutto rispecchia l’amore e la passione del proprio collezionista.
Una mostra da vedere ed un libro da collezionare, come tutti quelli che hanno accompagnato le attività espositive di Palazzo Magnani (ed. SKIRA)
Collezionare per Pierre Bonhomme cosa significa?
"Fare proprie delle immagini è spesso fare propri del frammenti di se’; turbamenti, repulsioni, compassioni, che si sono provate, sorprese e stupori che si sono avuti, che sono così temporaneamente salvati dall’oblio e dalla dissoluzione nel caos. E’ nell’universo condiviso da tutti, costruire un mondo personale fatto di luoghi, di oggetti, di scene di vita e soprattutto di esseri umani, di visi e di corpi, conosciuti e sconosciuti".
Senza di loro...?
"...Senza di essi, non sarei il mistico della fotografia che io sono, non sarei lo stesso, non sarei affatto io..."
Senza di loro, nemmeno io.
La collezione di Pierre Borhan di fotografie
Mostra Fotografica
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
Dal 19 Febbario al 9 Aprile 2006
Curatore Sandro Parmiggiani
Orari: 9.30-13.00/15.00-19.00, chiuso lunedì
Ingressi: 5,00 € intero, 4,00 € ridotto, 2,00 € studenti
Per prenotazioni gruppi e scuole tel. 0522 454437
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