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Mostre


L’America nella fotografia di Lewis Hine
Mostra fotografica
Centro Culturale - Milano



© Lewis Heine


A cura di Alberto Moioli

La mostra milanese "L’America nelle fotografie di Lewis Hine" è indubbiamente da considerarsi una delle più riuscite dell’anno. L’esposizione sapientemente curata da Giovanni Chiaramonte contiene numerosi spunti riflessione non trascurabili. Si pensi ad esempio al periodo storico in cui il genio di Lewis Hine (Wisconsin 1874 – New York 1940) si è espresso per mezzo della macchina fotografica. Siamo nei primi anni del XIX secolo ed il linguaggio fotografico si pone nella condizione di rappresentare il "corpo" come anticipazione di quella che poi sarà la fotografia di propaganda, viziata da grandi influenze ideologiche colluse con il potere politico.

La rappresentazione del corpo e della figura umana in fotografia ha in questo particolare periodo storico un grande valore. Elio Grazioli docente di storia dell’arte moderna e contemporanea all’Istituto Europeo del Design e autore di numerosi interessanti testi suggerisce una lettura del periodo attraverso un’attenta analisi che fonde cultura e geopolitica individuando le tendenze sociali di ogni paese.

Se nella nuova Russia sovietica la fotografia stava trasmettendo un immagine del corpo in chiave "avanguardista proiettata verso il futuro", negli Stati Uniti di Hine troviamo una tendenza più radicata nel realismo e nell’esaltazione del lavoro industriale come glorificazione del progresso e del mondo moderno. La ricerca di Hine risulta essere il connubio tra potenza ed armonia, tra lavoro e ordine, ne è un esempio la bellezza delle immagini di Leni Riefenstahal negli scatti realizzati sotto il regime nazista alle olimpiadi di Berlino nel ’36.

L’immagine simbolo suggerita da Elio Grazioli è quella famosissima del 1920 dal titolo "imbullonare una grande turbina" che da sola contiene numerose sfaccettature interpretative tra le quali si intuisce in modo lampante il rapporto tra potenza ed armonia laddove la grande turbina ricorda il diaframma della macchina fotografica ed il lavoratore può apparire metaforicamente come il fotografo/operatore dell’attrezzo.

Il valore aggiunto di questa mostra è senza dubbio la presenza in cabina di regia, nelle vesti ci curatore, di Giovanni Chiaramonte, grande fotografo dotato di uno straordinario bagaglio culturale, grazie al quale ogni suo "passo" nel mondo della fotografia è indubbiamente un’opportunità di crescita per tutti.

Oggi, fino al 10 Gennaio 2007 questa mostra offre la possibilità di avvicinarsi in modo intelligente e consapevole ad uno dei fotografi americani più rappresentativi del XIX secolo .

La condizione dei giovani lavoratori americani e le straordinarie fotografie che l’artista dedicò alla costruzione dell’Empire State Building ci riportano alla mente la vera essenza del ruolo della fotografia realista confermando l’idea che spesso guardare al passato è l’unico modo per restare nel futuro. La fotografia realista di Hine consegna i propri scatti al futuro usando le parole di Roland Barthes.

La mostra è ospitata dal Centro Culturale di Milano, che con questa mostra prosegue un percorso storico affascinante e curato nei minimi particolari, passando dai grandi fotografi della Farm Security Administration a Mario Giacomelli, dalla scuola di Milano al neorealismo italiano, da Meyerovitz a "Milano XXI secolo".


L’America nelle fotografie di Lewis Hine
Lavoro, Empire State Building, Epopea di un popolo

Centro Culturale di Milano
Via Zebedia 2 - Milano

Dal 16/11/2006 al 13/01/2007
SALA DEL CMC - Via Zebedia, 2 - Milano (MM3 Missori)
Apertura:
Da lunedì a venerdì 10–13/15–18 (chiuso giovedì)
Sabato e Domenica 15–18
Dal 27 al 30 dicembre ore 15–18
Dal 2 al 5 di gennaio ore 15–18
Chiuso durante le festività natalizie
Ingresso gratuito

Volantino della mostra

 


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16.11.2006