Home > Galleria > Mostre > Mostra

 
Mostre


COLLATERAL – Quando l’arte guarda il cinema
Hangar Bicocca - Milano




A cura di Alberto Moioli

COLLATERAL è l’evento cardine su cui ruotano le maggiori esposizioni d’arte contemporanea in questo momento. La cornice che ospita la mostra è l’affascinante struttura post-industriale dell’HANGAR BICOCCA. Il luogo che ospita l’evento è indubbiamente parte integrante dell’aspetto artistico rappresentato al suo interno, allestito per l’occasione de Andreas Angelidakis in modo accattivante con intelligenza e funzionalità. All’interno strutture con forme prismatiche ricordano giganti televisori avvolti nel buio dell’Hangar ed alimentati dalla sole luce delle proiezioni al suo interno. Il visitatore vaga dunque di “televisore in televisore” all’interno dello spazio espositivo. Un’idea vincente, un nuovo modo per “entrare” direttamente nella proiezione.

Hanno partecipato all’evento una quindicina di artisti internazionali, Cory Arcangel, Pierre Bismuth, Candice Breitz, Brice Dellsperger, Charles De Meaux, Omer Fast, Thomas Galler, Liam Gillik & Philippe Parremo, Christoph Girardet & Matthias Muller, Pierre Huyghe, Runa Islam, Mike Kelley, Dimitris Kozaris, Melik Ohnian, Carola Spadoni e Clemens Von Wedemeyer.

Gli artisti sono intervenuti nel dibattito culturale relativo alle corrispondenze tra arte e cinema, e la mostra milanese è senza ombra di dubbio il più autorevole ed il più esaustivo evento in merito.

Un dibattito che vede al centro la cinematografia come arte della comunicazione analizzata proprio nelle sue possibili corrispondenze con le altre forme d’arte, sia la fotografia, la musica e la letteratura.

Alle citazioni fotografiche esposte alla galleria Grazia Neri di Milano seguono attraverso questi video all’Hangar Bicocca le citazioni di grandi film d’autore e telefilm cult, rivisti e manipolati da artisti che attraverso la cinematografia offrono istallazioni in grado di comunicare pensieri, idee ed emozioni.

La video-art offre in questo contesto l’opportunità di analizzare il rapporto tra cinema e arte e si offre come catalizzatore del pensiero esprimendo concetti e riflessioni.

Pierre Bismuth proietta un cartone animato tra i più belli in assoluto di produzione Walt Disney, IL LIBRO DELLA GIUNGLA (The jungle book project) ma si permette di alterare la lingua dei personaggi che compongono il fantomatico cast, facendo parlare ognuno con una lingua diversa. Il risultato lascia sbigottito il visitatore che ha davanti a se’ un gruppo di personaggi che parlano ed interagiscono tra loro come nulla fosse, mescolando tra loro linguaggi assai diversi ed offrendo inevitabilmente una splendida metafora sui processi moderni di globalizzazione ed interculturalità.

Omer Fast offre un doppio video in cui riprende le scene del famoso film Schinder’s List di Spielberg (1993) e ne offre una visione nuova attraverso un parlallelismo tra la scena del film ed il raconto delle comparse scelte per l’occasione sul luogo, ora per interpretare tedeschi o ebrei a seconda dell’aspetto fisico e dall’espressività. Ne emerge un autentico “cortocircuito tra la fiction cinematografica e la realtà storica” (Omer Fast).

Thomas Galler propone un interessante filmato in cui la scena visiva appartiene a “La sottile linea rossa “ (1998) in cui sono rappresentati alcuni soldati americani impegnati in Vietnam che pare abbiano già scritto sul volto la sconfitta imminente, mentre il sonoro appartiene al famoso discorso esaltante tenuto da Al Pacino allenatore di una squadra di footbal americano nel pluri-premiato film “Ogni maledetta domenica”. Ne emerge, per usare le parole dello stesso artista, una dialettica di scontro tra la violenza imposta socialmente , guerra e sport, e la fragilità umana.

In mostra anche alcuni immagini tratte direttamente da Star Trek, la famosa saga cinematografica che ha racconto migliaia di fan compreso il sottoscritto, ma nel progetto di Dimitris Kozaris (Star Tricks 1996) lo scopo è quello della fuga dalla realtà attraverso un ipotetico “viaggio” lontano dalla società dell’inganno quale è quella attuale fatta di stereotipi imposti, realtà virtuali, società dello spettacolo ed illusioni varie.

Melik Ohnian infine propone un interessante progetto artistico basato su un importante pellicola censurata per ben 25 anni dal governo degli Stati Uniti, un’autentica denuncia verso l’America di Richard Nixon: Punishment Park, film cult del ’71.

I paesaggio tipico del deserto californiano nel film è la coreografia della fuga di tre obiettori di coscienza con la affannosa ricerca della polizia. Tutta la nazione segue in diretta la ricerca/inseguimento proponendo numerose riflessioni che vengono riprese dall’artista attraverso una proiezione davvero particolare. Una cinepresa immobile a lato dello schermo riprende il deserto californiano ma gli unici movimenti della scena sono il cambio della luce del giorno e l’alzarsi della polvere del deserto ogni tanto, nulla di più. Il tutto lascia spazio alle interpretazioni ed all’evocazione di quel film, interagendo con esso proprio nei suoi concetti di fondo più profondi.

La mostra offre dunque la possibilità di riflettere sul ruolo del cinema nel mondo dell’arte contemporanea attraverso la destrutturizzazione artistica degli autori invitati alla rassegna che hanno approfittato delle recenti novità tecniche per accedere alle origini di film fino a pochi anni fa’ irraggiungibili.

La cinematografia è per sua natura figlia della frantumazione, ossia nel montaggio di immagini fisse (da qui alle affinità con la fotografia ed alle straordinarie intuizioni di Muybridge) e da ciò ne emerge lampante la sua natura legata all’immagine ed all’arte figurativa in genere.

Mostra imperdibile.


COLLATERAL | Quando l’arte guarda il cinema
Hangar Bicocca | Spazio d’arte contemporanea

Via Chiese (traversa di viale Sarca) - 20126 Milano
2 febbraio – 15 marzo 2007
Orario: da martedì a domenica 11.00 – 19.00, giovedì 14.30 – 22.00, chiuso lunedì
www.hangarbicocca.it

 


Mappa dell'area

BACHECA








09.02.2007