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Riflessioni di Alberto Moioli
La cornice è la Galleria milanese di via Maroncelli che fa capo alla nota Agenzia Fotografica Grazia Neri, le immagini esposte sono opere fotografiche estratte da notissimi film d’autore e l’esposizione è curata da un noto critico e storico della fotografia, nonché Direttore delle rivista mensile FOTOgraphia; Maurizio Rebuzzini.
Maurizio e Filippo Rebuzzini sono i curatori della mostra che resterà esposta fino al 16 Febbraio 2007.
La mostra impone al visitatore un’attenta riflessione che passa attraverso la constatazione delle innumerevoli citazioni “fotografiche” che il più delle volte scorrono quasi inosservate anche nei film più blasonati. L’osservazione attenta e suggerita dal tipo d’allestimento, sottolinea la centralità del ruolo del FOTOGRAFO e più propriamente della FOTOGRAFIA nel CINEMA.
Maurizio Rebuzzini insegna con questa mostra come sia marcata l’ipotetica linea di confine segnata da BLOW UP di Michelangelo Antonioni del 1966. Al di la di questo confine emerge un ruolo, quello del fotografo, spesso bistrattato e spogliato da qualsiasi morale.
Scorrendo le immagini esposte si scoprono vecchi ma sempre emozionanti scatti che ricordano le apparizioni cinematografiche di fotografi reali come quella di Margareh Bourke-White mentre passeggia amabilmente con Ghandi sotto un portico, pochi giorni prima di essere assassinato. Un’immagine dolce e molto gradevole che riporta al famosissimo ritratto che proprio in quei soggiorni la bravissima fotografa scattò al Mahatma al lavoro con il suo arcolaio. Un’immagine immortale che è diventata icona collettiva di un personaggio che fu davvero straordinario.
Una fotografia, così come altre, che attraverso un dettaglio funge da catalizzatore del pensiero (proprio come affermava W. Evans) permettendo ad altre opere fotografiche di rivivere nella mente di ogni osservatore in modo diverso.
Le citazioni fotografiche riportate sulle pellicole e di nuovo “bloccate” nel tempo da scatti ora esposti, mostrano l’evidente importanza dei codici del linguaggio fotografico nell’arte cinematografica.
L’aspetto “cinema” rapportato ad altre arti è proprio in questo periodo al centro di numerose e doverose riflessioni, si pensi ad esempio alla Musica ed alla pubblicazione recente di CD appositi con i brani che hanno accompagnato i più celebri film d’autore italiani, da Otto e mezzo e La dolce vita di Nino Rota fino al Postino con le splendide musiche di Bacalov. Il Cinema pare non sopravvivere senza la musica, si pensi ad esempio che senza la parola il cinema entra nel settore del “muto” mentre è pur vero che la musica anche in questo antico genere non è mai mancata.
Ed inoltre proprio in questi giorni all’HangarBicocca a Milano si è inaugurata l’interessantissima mostra COLLATERAL “Quando l’arte guarda il cinema”, in cui una quindicina di artisti di fama internazionale si cimentano proprio con le possibili corrispondenze tra Arte e Cinema.
La musica, la fotografia e l’arte in genere, con i loro linguaggi, pur diversi tra loro, che si congiungono idealmente alla ricerca di quelle corrispondenze che da sempre dialogano con la cinematografia.
La confluenza delle arti nella cinematografia odierna mi riporta alla memoria una famosa dissertazione di Martinetti: “Il cinematografo sarà strumento ideale di una nuova arte : sarà insomma pittura scultura, architettura, parole in libertà, musica di colori, linee e forme, accozzo di oggetti e realtà.” Ma era il 1916 ed il noto artista lo scrisse mentre stilava il Manifesto della cinematografia futurista.
In seguito a ciò , quasi quarant’anni dopo, Burri, Fontana, De Luigi e Crippa scrissero il Manifesto per la Televisione considerato però un testo integrativo di concetti destinati al rinnovamento dell’arte, pur ammettendo la minaccia per il fruitore domestico passivo.
Negli anni 70 entrano nei musei le prime video installazioni e le videosculture figlie della linea della ricerca artistica e delle idee dell’arte concettuale.
Arrivano così i Film d’Artista e i videoart, dagli anni ’60 emergono i primi seri esperimenti di Luca Patella tra i quali si possono ricordare “Intorno-fuori”, “Stare al bar “ e “Terra animata” riconosciuto nel ramo della land-art.
Torna il rapporto strettissimo tra fotografia i video, anche con l’esperienza di Franco Vaccari (1971 “I cani lenti”), Franco Plessi (1973 “Acquabiografico”), Shirin Nashat (1993 “Unveiling”) e Vanessa Beecroft.
Gli elementi per affinare la conoscenza dei vari linguaggi sono davvero innumerevoli , così come le sfaccettature che riguardano i rapporti tra le arti, quello che però è certo è il fascino che queste corrispondenze evocano.
Fotografia Cinema. Fotogrammi celebri
Milano, Galleria Grazia Neri
22 gennaio - 28 febbraio 2007
A cura di Maurizio e Filippo Rebuzzini
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 18;
il sabato dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17.
Ingresso: libero.
COLLATERAL | Quando l’arte guarda il cinema
Hangar Bicocca | spazio d’arte contemporanea
Via Chiese (traversa di viale Sarca) - 20126 Milano
2 febbraio – 15 marzo 2007
Orario: da martedì a domenica 11.00 – 19.00, giovedì 14.30 – 22.00, chiuso lunedì
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