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Stampa in bianco e nero

Gli errori più comuni

Per finire, è opportuno elencare quali possono essere gli errori più comuni che si riscontrano in fase di stampa.

Stampa sottosviluppata - Si tratta di un errore frequente per chi è alle prime esperienze di stampa: si verifica quando l'esposizione sotto l'ingranditore è stata troppo abbondante (vuoi per errore di calcolo, vuoi per una dimenticanza del diaframma aperto, per realizzare la messa a fuoco dell'immagine). Questa situazione si riconosce immediatamente, in quanto in fase di sviluppo l'immagine appare velocemente e prosegue nell'annerimento con rapidità allarmante. A questo punto si tenta un salvataggio, interrompendo lo sviluppo prima del tempo necessario (1-2 minuti, a seconda del tipo di carta e di rilevatore); questo intervento tuttavia porta ad ottenere immagini scure e fiacche, prive di neri profondi.
Come si risolve: ripetendo la stampa, con una esposizione corretta.

Negativo polveroso - La capacità del negativo ad elettrizzarsi e attrarre polvere è sorprendente. Qualsiasi minuta particella estranea, che con difficoltà si riesce a rilevare ad occhio nudo, quando viene ingrandita è molto evidente e risulta tanto fastidiosa quanto più si trova in una zona trasparente del negativo.
Come evitarlo: controllare i negativi accuratamente prima di inserirli nell'ingranditore; custodirli in appositi porta-negativi di carta; aiutarsi con l'ausilio di prodotti antistatici (panni speciali e bombolette di gas inerti e/o con pompette di gomma). Viene altresì consigliano di non utilizzare portanegativi con vetrini: ridurre al minimo le superfici dove potrà adagiarsi la polvere, risulta il sistema migliore per impedire che la polveri si depositi. Sulla stampa finita si può eventualmente ritoccare i punti bianchi dovuti alla polvere con del colore grigio per ritocco o anche una matita da disegno morbida N° 1.

Cattiva agitazione - Questo errore viene commesso quando si immerge con poca cura la carta nel rivelatore o nel bagno d'arresto. Spesso il fenomeno è concomitante con l'eventuale sovraesposizione e sottosviluppo della stampa: con un corretto sviluppo, anche una foto mal immersa nel rivelatore all'inizio del trattamento, ha in seguito il tempo di annerirsi uniformemente su tutta la superficie.
Come si evita: curando meglio l'immersione della foto nella bacinella, per impedire eventuali sacche d'aria tra il rivelatore e la carta. Alcuni pensano che immergendo la foto con l'emulsione rivolta verso il basso si abbia un imbibimento più sicuro; questo non è vero: anzi, il rischio di una sacca d'aria, in questi casi, è maggiore. E' meglio immergere la foto con l'emulsione rivolta verso l'alto e spingere la carta nel fondo della vaschetta con le apposite pinze.

Macchie di fissaggio - Sono causate dall'aver maneggiato la carta non ancora sviluppata con le mani sporche di fissaggio. Questo provoca una sicura ed irrimediabile impronta chiara sulla stampa, in corrispondenza della zona inquinata dal fissaggio.
Come si evitano: le dita sporche di rivelatore sono meno pericolose di quelle sporche di fissaggio. In ogni caso, la regola d'oro in camera oscura è "pulizia". Bisogna sempre lavarsi le mani prima di maneggiare un nuovo foglio di carta sensibile da stampare.

Mosso in stampa - Si può ottenere un'immagine mossa in tanti modi diversi, come ad esempio toccando l'ingranditore durante l'esposizione, togliendo il filtro rosso ad ingranditore acceso e carta sul piano di lavoro, muovendo inavvertitamente la carta sul piano di lavoro e anche a causa dell'utilizzo di carte che tendono ad incurvarsi (baritate).
Come si evita: astenendosi da movimenti bruschi durante l'esposizione della carta sensibile e curando l'immobilità della carta stessa. Nei casi estremi si può ricorrere ad un marginatore, che preme la carta tutto attorno ai bordi, mantenendola perfettamente distesa e ferma; se il bordo bianco non ci vuole, basta rifilarlo via a stampa asciutta.

Riflessi luminosi - Le superfici chiare, riflettenti e cromate dell'ingranditore o degli accessori possono, in particolar modo durante forti ingrandimenti, essere colpite da luce e rifletterla sulla stampa. Tale problema può essere causato anche da un negativo posto in modo errato sul porta negativi (arricciato o bombato).
Come si evitano: controllando che non vi siano superfici riflettenti sull'ingranditore o nei suoi pressi. Tali superfici possono eventualmente essere verniciate di nero; la zona dove si trova la fonte parassita di luce può essere coperta con nastro isolante nero.

Macchie fantasma - Tali macchie si differenziano da quelle del negativo sporco, perché presentano contorni nitidi e si ripetono su tutte le stampe, anche di diversi negativi. Sono dovute alla presenza di corpi estranei su una superficie che non è sicuramente il negativo, come, ad esempio, condensatore, filtri sporchi, bolle d'aria sul condensatore o macchie sull'obiettivo.
Come si evitano: a porta-negativi vuoto, si farà compiere al soffietto di messa a fuoco l'intera escursione e se effettivamente sono presenti corpi estranei su diversi piani, questi verranno messi a fuoco sul piano di stampa, permettendo così di essere localizzati. Nel caso di sporco basterà pulire; in caso di bolla d'aria sul condensatore occorre chiaramente la sua sostituzione. In genere tali chiazze diventano visibili solo con diaframmi molto stretti: pertanto lavorando con diaframmi completamente aperti diventano pressoché invisibili e l'inconveniente non si verifica.

Cattivo fissaggio - Al contrario dello sviluppo, non è facile individuare quando un fissaggio è deteriorato; tuttavia anch'esso è soggetto ad invecchiamento ed esaurimento, per cui occorre rinnovarlo con attenzione e precisione. Una causa di cattivo fissaggio potrebbe inoltre derivare da una sovrapposizione di più stampe nella stessa bacinella: infatti l'aderenza di un foglio contro l'altro rallenta, se non addirittura impedisce, l'azione del fissaggio.
Come si evita: un litro di fissaggio è in grado di trattare fino a 1,5 metri quadrati di carta. Quando è appena preparato, sarà in grado di fissare circa 20-30 stampe di formato 18x24 cm. Inoltre non bisogna cercare di riutilizzarlo diverse ore dopo la preparazione o addirittura alcuni giorni dopo: la sua durata decade velocemente nel tempo.

Anelli di Newton - Si verificano esclusivamente stampando con porta-negativi a vetrini e sono dovuti ad interferenze provocate dallo stretto contatto delle superfici lucide di vetro col dorso della pellicola. Sono particolarmente soggetti a questo problemi i negativi conservati arrotolati in striscia, in quanto tendono a riavvolgersi e accartocciarsi.
Come si evitano: stampare senza vetrini pressa-pellicola, riducendo così anche il pericolo di polvere già citato; oppure utilizzare dei vetrini anti-newton, la cui superficie variegata non provoca l'effetto di interferenza suddetto. Oggi quasi tutti gli ingranditori li adottano, riducendo enormemente questo tipo di problema.

Bianchi sporchi - Si tratta di ottenere del grigio in zone che dovrebbero rimanere bianche. Sono due le cause che li possono provocare: A) dispersione di luce attinica in camera oscura, causata da infiltrazione da altri locali o più facilmente dalla luce che sfugge dalla testa dell'ingranditore e che si riflette sulle pareti della camera oscura; B) il tentativo di stampare negativi troppo densi: la compressione della scala tonale fa sì che, per ottenere neri profondi, si incorra al trapassamento luminoso anche delle alte luci (zone più annerite del negativo), provocando il fenomeno dei bianchi sporchi. Questo caso è distinguibile dal primo perché le zone grigie presentano disegnata la grana della pellicola, mentre nel primo caso il grigio risulta uniforme.
Come si evitano: A) curando la tenuta alla luce dell'ingranditore e della camera oscura; B) stampando con carta più contrastata.

Cattiva mascheratura - Effettuando la mascheratura in stampa (ossia schermando durante l'esposizione alcune zone della carta per esporle di meno), le zone interessate diventano evidenti a causa di un tempo di mascheratura eccessivo; la mascheratura è stata realizzata senza un sufficiente movimento durante la schermatura, per evitare di rendere evidenti i contorni; la maschera è stata tenuta troppo vicina al foglio da stampare.
Come si rimedia: rifacendo la stampa con una migliore mascheratura, facendo bene attenzione a muovere la schermatura per impedire evidenti contorni della maschera stessa.

Difetto di reciprocità - Pur se progettata e realizzata nei minimi particolari, anche la carta da stampa, se esposta con tempi molto lunghi, non è esente dal cosiddetto "effetto Schwarzschild" (l'effettiva sensibilità della carta cala di molto, conducendo a marcate sottoesposizioni). Questo avviene facilmente nelle gigantografie, dove sono richiesti dei tempi di posa particolarmente lunghi.
Come si evita: fuggendo dai calcoli teorici ed effettuando la stampa definitiva solo dopo diversi provini.


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Testo © Andrea Angelini e Romano Cicognani - Riproduzione ammessa esclusivamente per uso strettamente personale - Ogni altro utilizzo su supporto cartaceo o elettronico dovrà essere autorizzato per iscritto dagli autori - Nomi di aziende, loghi e immagini di origine citata appartengono ai rispettivi proprietari.


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17.01.2001