| Questo è un anno cruciale e frenetico per la storia della fotografia. I principali protagonisti si rendono conto degli onori derivanti da una tale scoperta e, soprattutto, dei notevoli risvolti economici che potrebbero derivare dai brevetti.
Il 7 gennaio 1839 Jean François Dominique Arago dà comunicazione all'Accademia delle Scienze di Parigi che Daguerre ha inventato il dagherrotipo e che ha ceduto i diritti di pubblicare la sua invenzione allo Stato francese: nasce così ufficialmente la fotografia.
Il 25 gennaio 1839 Talbot mostra i risultati dei suoi lavori (risalenti al 1835) alla Royal Institution di Londra.
Il 29 gennaio 1839 Talbot invia comunicazioni agli accademici Arago, Biot e Humboldt, per rivendicare la propria priorità, rispetto a Daguerre, nel "fissare le immagini della camera oscura e nel garantire la successiva conservazione in modo che potessero sopportare la luce piena del sole".
Il 29 gennaio 1839 Herschel ottiene la prima fotografia su carta sensibilizzata con carbonato di argento e fissata con iposolfito di sodio.
Il 31 gennaio 1839 Talbot fa leggere alla Royal Society una relazione tecnica del suo procedimento.
Il 1° febbraio 1839 Herschel mostra l'efficacia del fissaggio fatto con l'iposolfito di sodio a Talbot; la scoperta diventa di pubblico dominio. Talbot e Daguerre cominciano immediatamente ad usare tale fissaggio.
Il 5 febbraio 1839 Hippolyte Bayard , da annoverare tra i pionieri meno fortunati, mostra le sue images photogénées a Desprets, scienziato membro dell'Istituto di Francia. Usa un metodo assolutamente originale: carta sensibilizzata al cloruro d'argento, tenuta alla luce fino a che diventa scura. Poi la carta viene immersa in una soluzione di ioduro di potassio, con una successiva esposizione in una camera oscura: la luce scolorisce la carta in proporzione alla propria intensità, ottenendo così il primo positivo diretto su carta.
Il 20 febbraio 1839 Talbot fornisce alla Royal Society descrizioni tecniche dettagliate delle apparecchiature e delle procedure, in modo che chiunque potesse verificarle.
Il 28 febbraio 1839 Herschel per primo introduce i termini fotografare e fotografico. Entro l'anno ottiene la prima fotografia su vetro. Dei vari protagonisti, Herschel è l'unico ad agire per scopi esclusivamente scientifici, senza mire economiche.
In aprile 1839 Talbot commercializza materiali e apparecchiature necessarie per il suo procedimento fotografico a contatto, attraverso il catalogo della ditta Ackerman & Co. di Londra.
Nel maggio 1839 Arago mostra a Herschel e ad altri scienziati inglesi i risultati degli esperimenti di Daguerre.
Il 20 maggio 1839 Bayard contatta Arago per metterlo al corrente dei suoi lavori.
Il 24 giugno 1839 Bayard espone a Parigi quaranta fotografie su carta da lui realizzate direttamente in positivo. E' la prima mostra fotografica della storia e viene recensita dal giornale "Moniteur Officiel".
Il 7 luglio 1839 Arago mostra i dagherrotipi di Daguerre alla Camera dei Deputati.
Il 9 luglio 1839 Daguerre e Isidore Niépce, ancora uniti da contratto, si vedono assegnare dallo Stato francese due pensioni a vita per la loro invenzione.
Il 2 agosto 1939 Daguerre fa una dimostrazione del suo procedimento davanti alla Camera dei Pari.
Il 20 agosto 1839 Daguerre pubblica un manuale di istruzioni per il dagherrotipo di 79 pagine, che ottiene immediatamente un enorme successo in parecchi paesi e in varie lingue. Parte inoltre con la produzione di apparecchi (camere oscure e accessori per realizzare i dagherrotipi), costruiti in gran quantità da Alphonse Giroux, cognato di Daguerre.
Il 3 settembre 1839 Daguerre mostra pubblicamente il procedimento per ottenere i dagherrotipi.
L'11 novembre 1839 Bayard registra il suo procedimento all'Accademia delle Scienze.
Il successo dei diversi procedimenti fotografici è fulminante. Attratti dalle mire di fama e guadagno, altri inventori si fanno avanti per invocare la primogenitura.
Tra i più attendibili c'è il francese Hercules Florence, residente in Brasile. Egli sostiene di avere ideato un sistema per fare fotografie in una camera oscura fin dal 1832, ottenendo poi stampe positive per contatto. Esistono ancora esemplari di questa tecnica, realizzati nel 1837.
Come si può constatare, l'invenzione delle prime tecniche fotografiche è dovuta ad una concomitanza di fattori pressoché casuali e favorevoli, ascrivibili a più personaggi che talvolta collaborarono, ma più spesso procedono per proprio conto, cercando magari di carpire i "segreti" altrui. Tuttavia i tempi sono ormai maturi quanto a conoscenze sui materiali sensibili e sui procedimenti per formare le immagini in una camera oscura e conservarle nel tempo. La grande diffusione dei giornali e la loro enorme sete di immagini, tutte realizzate a mano da grafici, disegnatori e pittori, crea enormi aspettative sulla possibilità di realizzare immagini generate dalla luce. Un momento magico, insomma.
Herschel è il ricercatore più disinteressato e consapevole, che procede da vero scienziato con metodo e intuizione.
Niépce è il più accanito sperimentatore, pressoché privo di basi teoriche e tecniche; egli del resto cerca di realizzare un metodo per creare immagini con la luce, da applicare alle arti grafiche e alla stampa litografica.
Daguerre prosegue sulla scia di Niépce ed inventa il dagherrotipo, consegnando se stesso e la sua creazione alla storia, grazie alla intercessione di Arago.
Talbot è quello che, contemporaneamente a Daguerre ma con metodi originali, più si avvicina alla tecnica fotografica moderna, con l'ottenimento di un negativo e la successiva stampa a contatto del positivo, in più copie.
Anche Bayard merita la sua bella fetta di gloria che, con somma ingiustizia, non gli viene riconosciuta in vita.
Si può quindi asserire che la fotografia non nasce né per caso né ad opera di un singolo. La situazione politica, economica, sociale e scientifica di quegli anni fa da crogiolo meraviglioso e porta alla scoperta dei principi fondamentali per la creazione delle prime immagini realizzate mediante la luce. Ciascuno dei protagonisti citati fa la sua parte e ci sembra giusto dire che tutti assieme meritano l'onore di avere scoperto le tecniche fotografiche primordiali.
Per diversi anni i metodi fotografici di Daguerre e Talbot dominano incontrastati a livello mondiale.
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